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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2000 January-February;66(1-2):33-7

lingua: Italiano

Maschera laringea vs tubo tracheale in ventilazione meccanica in anestesia pediatrica

Tartari S., Poole D., Bocchi A., Sgarbi A., Alvisi R.

Università degli Studi - Ferrara Dipartimento di Scienze Biomediche e Terapie Avanzate Sezione di Anestesia e Rianimazione (Direttore: Prof. R. Alvisi)


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Obiettivo. Lo scopo della ricerca è quello di valutare e di confrontare alcuni parametri di meccanica respiratoria in pazienti pediatrici sottoposti a ventilazione controllata con maschera laringea (ML) e tubo orotracheale non cuffiato.
Metodi. Sono stati esaminati 100 pazienti ASA 1 sottoposti ad anestesia generale con miorisoluzione, ventilati meccanicamente con Servo Ventilator 900 (flusso costante, insufflazione 25%, pausa teleinspiratoria 10%, volume corrente 10 ml/kg) e suddivisi in 2 gruppi omogenei per età e peso corporeo nei quali sono stati posizionati un tubo orotracheale non cuffiato (gruppo T) o una maschera laringea (gruppo M). Sono state rilevate pressioni di picco e pausa delle vie aeree (Paw), resistenza totale inspiratoria (R tot), compliance (C) e le perdite aeree espresse come frazione del volume inspirato (VM1-Vme/Vmi).
L’analisi statistica è stata effettuata con test del «t» di student con significatività per p<0,05.
Risultati. Le pressioni di picco sono sovrapponibili nei due gruppi e sono inferiori alla pressione ritenuta necessaria per l’apertura dello sfintere esofageo inferiore. Tali valori potrebbero essere ulteriormente ridotti dall’allungamento del tempo di insufflazione che si potrebbe ottenere abolendo la pausa teleinspiratoria, inserita nello studio per la misurazione delle resistenze aeree e della compliance. Anche le perdite aeree sono simili nei due gruppi risultando rispettivamente 13 e 11%. Questo significa con ML una polluzione ambientale non superiore al tubo non cuffiato e conferma come anche con quest’ultimo la protezione delle vie aeree non possa essere considerata assoluta. Le resistenze inspiratorie totali sono risultate rispettivamente 16,1 cmH2O/l/sec nel gruppo T e 15,1 cmH20/l/sec con ML, nonostante quest’ultima abbia dimostrato, in vitro, di opporre resistenze inferiori rispetto ai tubi corrispondenti essendo più corta e di diametro maggiore. Lo studio su modello meccanico tuttavia non considera la connessione maschera laringea-laringe che può determinare aumento delle resistenze per la variabile posizione dell’epiglottide, senza che questo possa essere evidenziato clinicamente.
Conclusioni. La ML consente la ventilazione meccanica con pressioni delle vie aeree basse e con perdite aeree non superiori al tubo tracheale non cuffiato; il rischio di insufflazione gastro-esofagea appare quindi minimo e la ventilazione artificiale sicura, se ben condotta. Le resistenze inspiratorie, il cui abbassamento potrebbe essere vantaggioso in respirazione spontanea per la conseguente riduzione del lavoro respiratorio, non risultano significativamente inferiori al tubo tracheale.

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