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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

 

ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 1999 Novembre;65(11):799-805

lingua: Italiano

La necrosi pancreatica infetta in terapia intensiva

Cominotti S. 1, Di Summa P. 1, Maraggia D. 1, Manieri P. 2, Chiaranda M. 3

1 Ospedale di Circolo - Varese, Unità Operativa Servizio «B» di Anestesia e Rianimazione;
2 Ospedale di Circolo - Varese, Unità Operativa Servizio di Cardiochirurgia;
3 Università degli Studi dell’Insubria - Varese, Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione


FULL TEXT  ESTRATTI


Obiettivo. La necrosi pancreatica infetta (NPI), condizione clinica gravissima che spesso complica la pancreatite acuta severa (PAS), evolve frequentemente verso una progressiva insufficienza multiorganica (MODS). La mortalità permane elevata (oltre il 50%).
Metodi. Abbiamo valutato retrospettivamente l’eziologia, il decorso e le complicanze di 20 pazienti affetti da NPI ricoverati presso la Terapia Intensiva dell’Ospedale di Varese.
Risultati. La mortalità rilevata è stata del 60% (12 pazienti), la degenza media in terapia intensiva è stata di 26,5±12,3 giorni (64,2±11,5 quella ospedaliera), l’età media 54±13. Si sono rilevati 6,6±1,2 criteri di Ranson all’ingresso, il Glasgow point era 4,6±1,2 (5,5±0,8 nei deceduti, 3,2±0,8 nei sopravvissuti p<0,01), lo score di Baltazar: 6,2±2,1 (7,4±2,1 contro 5,5±0,9 p<0,05) e lo score di gravità SAPS II è risultato 43,4±12,1 (50,1±7,8 contro 34±5,5 p<0,01). L’eziologia dell’evento pancreatico: colelitiasi (45%), patologia alcolica (15%), ERCP (15%) e idiopatica nel 25% dei casi. Il tasso plasmatico delle amilasi era 342±113,9 U/l (550±100 contro 155±60 p<0,01), le lipasi risultavano 334±176 U/l: significativo il valore iniziale delle aspartato-aminotransferasi: 123±46 U/l (156±90 contro 29±7 p<0,05); inoltre significativi sono risultati anche il tasso azotemico all’ingresso (75±16 mg/dl p<0,05) e l’attività protrombinica (PT 51±5,6% p<0,05). La MODS ha complicato il decorso di 17 pazienti (85%), si sono avuti due casi di ARDS (10%), grave emorragia addominale in 6 (30%) e una sindrome settica in 8 pazienti (40%).
Conclusioni. Un precoce ricovero in terapia intensiva, un rapido ripristino idrico ed una pronta correzione dell’ipoperfusione mediante terapia con inotropi, una precisa e corretta terapia antibiotica, un supporto nutrizionale specifico sono i cardini di un corretto trattamento e prevenzione della sindrome multiorganica.

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