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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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NOTE DI TECNICA  


Minerva Anestesiologica 1999 Ottobre;65(10):747-51

lingua: Italiano

La misurazione dell’osmolalità in neurorianimazione. Nota tecnica

Del Gaudio A. 1, Mione C. 1, Ciritella P. 1, De Vivo P. 1, Mastronardi P. 2

1 Ospedale «Casa Sollievo della Sofferenza» Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, S. Giovanni Rotondo (Foggia), II Servizio di Anestesia e Rianimazione;
2 Università degli Studi di Napoli «Federico II», Istituto di Anestesia e Rianimazione e Terapia Intensiva, Cattedra di Anestesia Generale e Speciale Odontostomatologica


FULL TEXT  ESTRATTI


L’osmolalità plasmatica è parte integrante nel trattamento del paziente neurologico critico. In questa breve nota tecnica gli Autori illustrano le metodiche più comuni per determinare l’osmolalità nei liquidi organici e ne sottolineano le finalità e la centralità nell’ambito del concetto di omeostasi cerebrale in neurorianimazione. L’osmolalità si misura in mOsm kg-1 e rappresenta la somma delle piccole molecole (Na+, urea, K+, lattati) osmoticamente attive presenti nel plasma.
Il sistema più utilizzato di misurazione dell’osmolalità è quello che sfrutta l’abbassamento del punto crioscopico mediante apparecchi che utilizzano come riferimento l’acqua distillata. Risultati errati si possono ottenere se la taratura non viene effettuata con standard accurati.
Il procedimento di misura dell’osmolalità è molto semplice ed è auspicabile la sua più ampia diffusione nelle rianimazioni, segnatamente in quelle che con maggior prevalenza trattano pazienti neurologici critici, al fine di centrare meglio la terapia, particolarmente nelle condizioni di edema cerebrale.

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