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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 1999 October;65(10):717-23

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Confronto fra SAPS II, MPM II24 e SAPS in terapia intensiva

Cominotti S. 1, Chiaranda M. 3, Mascetti P. 3, Lucchini E. 1, Severgnini P. 2

1 Azienda Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi - Varese, Unità Operativa «B» di Anestesia e Rianimazione;
2 Azienda Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi - Varese, Unità Operativa SSUEm «118»;
3 Università degli Studi dell’Insubria - Varese, Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione


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Obiettivo. Paragonare l’efficacia predittiva di SAPS (Simplified Acute Physiology Score), SAPS II (new Simplified Acute Physiology Score) ed MPM2 (Mortality Probability Model) per verificare se SAPS II rappresenta il migliore indice di gravità nel determinare la probabilità di morte dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.
Metodi. Disegno sperimentale: l’indagine comparativa tra i diversi indici è stata condotta con l’ausilio della statistica mediante l’applicazione del test del χ2 e della curva ROC. Pazienti: l’analisi statistica è stata condotta su di un campione consecutivo di 420 soggetti ricoverati nel Centro di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese nel periodo luglio 1997-maggio 1998, limitando l’osservazione a pazienti di età maggiore di diciotto anni ed escludendo quelli degenti per meno di 24 ore.
Risultati. SAPS II è risultato un indicatore della probabilità di morte più attendibile rispetto a SAPS ed MPM2 espresso da una capacità di calibrazione con un valore dell’area sottostante la curva ROC=0,89; il test χ2=4,448 con p=0,879. La capacità predittiva di SAPS II è risultata meno efficace nei pazienti traumatizzati e nei pazienti ricoverati per monitoraggio/osservazione delle funzioni vitali.
Conclusioni. Fra i modelli predittivi testati, SAPS II risulta quello più valido per formulare un giudizio prognostico e stratificare i pazienti per gravità clinica, così da proporsi attualmente quale miglior criterio di verifica per l’analisi dell’efficacia terapeutica in termini di costo/beneficio.

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