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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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CASI CLINICI  


Minerva Anestesiologica 1999 Luglio-Agosto;65(7-8):589-92

lingua: Italiano

Contributo della RMN alla conoscenza ed al trattamento delle lesioni neurologiche da MDD

Bianchi A., Cavallo R., Imeneo M. R., Manno E., Riva M., Vacca R., Vergano M.

Azienda Ospedaliera S. Giovanni Battista - Torino, Dipartimento di Discipline Medico-Chirurgiche, II Servizio Universitario di Anestesia e Rianimazione


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Riportiamo il caso di una subacquea non professionista giunta alla nostra osservazione per una sindrome da decompressione occorsa dopo un’immersione alla profondità massima di 26 metri nel mar Ligure. La paziente, nonostante la giovane età presentava fattori di rischio per patologie emboliche (sovrappeso, fumo, assunzione di estroprogestinici). Sul luogo dell’incidente i soccorritori non prestarono alcun tipo di trattamento (in particolare, non fu erogato neppure ossigeno normobarico) perché giudicarono «modesta» la sintomatologia riferita dalla paziente: una sensazione di fatica e una fastidiosa odontalgia durante l’immersione e, una volta risalita in superficie, cefalea, nausea, dolore toracico puntorio, emorragia congiuntivale, ecchimosi agli arti. La paziente giunse presso il nostro servizio di ossigenoterapia iperbarica il giorno seguente per il persistere dei sintomi (merita ricordare che per ritornare presso il proprio domicilio fu valicato il Col di Tenda, posto a un’altitudine di m. 1908 s.l.m.) e fu trattata in regime di urgenza secondo la tabella VI modificata della Marina Militare di La Spezia. Stante il perdurare della cefalea, associata alla comparsa di parestesie ai quattro arti, la subacquea fu sottoposta a varie indagini, fra cui la RMN che evidenziò lesioni compatibili con alterazioni vascolari microemboliche, avendo escluso, in base ad un accurato esame neurologico, altre patologie, prima fra tutte la sclerosi multipla. Vista l’esiguità dei dati disponibili in letteratura si richiama l’attenzione su questo caso, affinchè altri analoghi possano essere segnalati o studiati.

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