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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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CASI CLINICI  


Minerva Anestesiologica 1999 Luglio-Agosto;65(7-8):561-9

lingua: Italiano

L’impiego della maschera laringea per il controllo delle vie aeree e le intubazioni difficili in pediatria

Orfei P. 1, Frandina G. 2, Patrizio A. 1, Bigetti E. 1, Nicolucci S. 1, Romualdi R. 1, Galassi A. 1, Pinto G. 1

1 Università degli Studi «La Sapienza» - Roma, Istituto di Anestesiologia e Rianimazione;
2 Università degli Studi «La Sapienza» - Roma, Istituto di Clinica Pediatrica


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La maschera laringea (ML), introdotta negli adulti da Brain nel 1983, è stata ed è tuttora oggetto di continui studi. Essa rappresenta un sistema di ventilazione non invasiva che apporta un cambiamento radicale nella gestione e nella conduzione dell’anestesia. Riportiamo l’uso della ML nella gestione della ventilazione per l’induzione e il mantenimento dell’anestesia generale in un bambino che ha mostrato un difficile controllo delle vie aeree perché presentava alla nascita un voluminoso teratoma in sede orbitale, e in tre bambini affetti da gravi malformazioni maxillo-facciali che mostravano anche una difficoltà nell’intubazione oro-tracheale. Sono riportati 4 casi dove la ML ha permesso un’adeguata ventilazione nelle fasi di induzione dell’anestesia e durante i ripetuti tentativi di posizionamento del tubo oro-tracheale. In un caso si è mostrata efficace per tutta la durata dell’anestesia perché non si è riusciti nella manovra di intubazione tracheale. Concludendo, la ML è da ritenersi strumento indispensabile nell’armamentario dell’anestesista rianimatore anche nell’anestesia del piccolo paziente.

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