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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
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Minerva Anestesiologica 1999 July-August;65(7-8):491-7

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Uso del remifentanil in chirurgia ambulatoriale ostetrico-ginecologica. Studio dose-effetto

Marinangeli F., Ciccozzi A., Antonucci S., Iovinelli G., Colangeli A., Varrassi G.

Università degli Studi - L’Aquila, Cattedra di Anestesia e Terapia del Dolore


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Obiettivo. Il remifentanil, oppioide di recente commercializzazione, è caratterizzato da un effetto prevedibile e non cumulativo che scompare rapidamente con assenza di effetti collaterali a distanza. Tali caratteristiche ne fanno un oppioide ideale per le esigenze proprie della one-day surgery somministrato in regime di infusione continua. Obiettivo dello studio è stato quello di verificare la dose ideale di remifentanil, somministrato in bolo prima del propofol, per interventi di RCU, con ventilazione in maschera in ossigeno al 100%.
Metodi. Sessanta pazienti, ASA status I-II, sottoposte ad intervento di RCU, sono state divise in tre gruppi di studio a seconda del dosaggio di remifentanil somministrato in bolo prima dell’agente induttore: gruppo A (n=20) 1 µg/kg; gruppo B (n=20) 1,5 µg/kg; gruppo C (n=20) 2 µg/kg. Veniva quindi effettuata una ventilazione assistita in ossigeno al 100% mediante maschera facciale. Durante l’intervento sono stati valutati: tempo intercorrente (in caso di apnea postinduzione) per il ritorno ad una ventilazione spontanea; incidenza di risposte somatiche ed autonomiche allo stress chirurgico (trattate con boli di remifentanil). Alla fine dell’intervento sono stati valutati: tempo necessario per risposte ad ordini verbali semplici; tempo necessario per la dimissione dalla recovery-room (mediante Aldrete score ogni 5’); tempo necessario per la dimissione dalla struttura ospedaliera (mediante PADSS score ogni 30’).
Risultati. Tutte le pazienti hanno presentato apnea postinduzione con ripresa della ventilazione spontanea significativamente più rapida per il gruppo A. Sei pazienti del gruppo A hanno manifestato risposte a stress chirurgico mentre nei gruppi B e C non vi è stato bisogno di boli supplementari (p<0,05). Cinque pazienti del gruppo C sono state trattate con atropina per l’insorgenza di bradicardia, in 4 del gruppo C si è dovuti ricorrere alla somministrazione di succinilcolina a causa di rigidità toracica. Non sono state registrate differenze significative riguardo i tempi di recupero dall’anestesia. Tutte le pazienti sono state dimesse dalla recovery room dopo 10’ dalla fine dell’intervento. L’idoneità alla dimissione dalla struttura ospedaliera è stata raggiunta, per tutte le pazienti, alla seconda rilevazione del PADSS score con eccezione di una paziente del gruppo A che presentava metrorragia.
Conclusioni. La somministrazione in bolo di remifentanil, prima dell’agente induttore, consente di effettuare interventi chirurgici short-term in regime di one-day surgery grazie alla rapida ripresa delle funzioni vitali. Il dosaggio di 1,5 µg/kg garantisce, rispetto agli altri, un ottimo controllo dello stress intraoperatorio senza influenzare la rapidità del risveglio e senza determinare l’insorgenza di fastidiosi effetti collaterali.

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