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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
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Minerva Anestesiologica 1999 June;65(6):367-71

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Applicazioni terapeutiche dell’ipotermia in Terapia Intensiva

Faenza S., Fusari M., Corso R., Cuppini F., De Vincentis F., Petrini F., Martinelli G.

Università degli Studi - Bologna, Dipartimento di Discipline Chirurgiche, Rianimatorie e dei Trapianti


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È riportata una breve revisione degli effetti dell’ipotermia, con particolare differenziazione fra gli effetti lesivi dell’ipotermia accidentale e quelli potenzialmente terapeutici dell’ipotermia moderata controllata (temperatura centrale=33-35°C). La capacità di lavoro cardiaco non sembra essere modificata dall’ipotermia moderata, mentre recenti risultati sperimentali farebbero presupporre possibili effetti protettivi sul muscolo cardiaco in corso di infarto. L’ipotermia moderata migliora gli esiti cerebrali dopo arresto cardiaco e trauma cranico, mentre studi sperimentali indicherebbero un potenziale effetto protettivo del raffreddamento locale del midollo spinale nei confronti del danno ischemico. L’ipotermia d’organo è ampiamente applicata negli interventi di resezione epatica ed in altri ambiti della chirurgia addominale oltre a quella cardiaca. Nell’insufficienza respiratoria acuta, con paziente sedato e curarizzato, l’ipotermia può consentire una riduzione della PaCO2, in rapporto alla diminuzione delle richieste metaboliche. In questo ambito l’ipotermia controllata può ridurre gli effetti collaterali dell’ipoventilazione terapeutica (ipercapnia permissiva) sia a livello emodinamico che del circolo cerebrale. Vengono presentati i dati preliminari relativi a cinque pazienti con ALI/ARDS, inseriti in uno studio randomizzato, sottoposti a ventilazione meccanica e a raffreddamento con lenzuolo ventilato: tre pazienti sono deceduti per la malattia di base, due pazienti sono sopravvissuti senza esiti. L’ipotermia moderata sembra mostrare nuove interessanti prospettive di impiego clinico.

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