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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ANESTESIA  


Minerva Anestesiologica 1999 Giugno;65(6):362-6

lingua: Italiano

Incidenti in anestesia: l’intubazione esofagea accidentale

Frova G., Tuzzo D.

Ospedale Civile - Brescia, I Servizio di Anestesia e Rianimazione


FULL TEXT  


L’intubazione accidentale dell’esofago è errore comune, ma è fortunatamente raro che tale evenienza resti misconosciuta o riconosciuta solo tardivamente, perché le sue conseguenze potenziali sono gravissime. Morte o danno cerebrale da intubazione esofagea non diagnosticata e corretta in tempo costituiscono tuttavia un’elevata percentuale delle complicanze totalmente attribuibili all’anestesista e per le quali sono stati iniziati procedimenti per colpa professionale. Vengono messi in evidenza la relativa indipendenza di tale complicanza dall’esperienza dell’operatore e dalla difficoltà incontrata nell’intubazione e il fatto che la sua identificazione precoce dipende solo dal sistematico controllo della posizione del tubo dopo la sua introduzione.
Vengono elencati i test clinici e strumentali proposti per tale diagnosi. I test clinici impiegati sono molteplici, ma singolarmente non sono garanzia di certezza. In particolare l’ascultazione, che è la procedura più utilizzata, può dare reperti ingannevoli anche se accuratamente eseguita.
I test strumentali vengono ritenuti al contrario assolutamente affidabili e, in particolare, il reperto di curve capnometriche ripetute, di morfologia inconfondibile e di ampiezza adeguata. Il controllo fibroscopico, anch’esso affidabile, non viene suggerito per un diffuso impiego dati gli elevati costi. Il test di aspirazione viene ritenuto invece un buon sostituto del capnometro specialmente in ambienti operatori minori che ne siano privi.

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