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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEWS  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 1999 March;65(3):115-24

lingua: Italiano

Emorragia subaracnoidea e pressione arteriosa sistemica. Fisiopatologia e gestione perioperatoria

De Vivo P., Ciritella P., Del Gaudio A., Marzano T. F., Mastronardi P.

Ospedale «Casa Sollievo della Sofferenza», Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, S. Giovanni Rotondo (Foggia), II Servizio di Anestesia e Rianimazione;
Università degli Studi di Napoli «Federico II» - Napoli, Istituto di Anestesia e Rianimazione e Terapia Intensiva;
Cattedra di Anestesia Generale e Speciale Odontostomatologica


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La gestione perioperatoria della pressione arteriosa sistemica e la ricerca dei valori pressori più appropriati in corso di emorragia subaracnoidea da rottura di aneurisma cerebrale, costituisce un aspetto molto delicato ed impegnativo, non scevro da controversie ancora lontane dal risolversi. Vanno infatti tenute presenti condizioni cliniche differenti: quelle che si verificano nel corso di emorragia subaracnoidea con aneurisma non chiuso e quelle che si osservano dopo il clipping o l’embolizzazione dell’aneurisma. Nel caso di aneurisma aperto il regime pressorio deve tener conto delle possibilità di risanguinamento, viceversa in caso di avvenuta chiusura della sacca il regime pressorio arterioso dev’essere adeguato alla prevenzione e al trattamento del vasospasmo e della sua complicanza: l’ischemia. Nel presente lavoro gli Autori passano in rassegna la fisiopatologia dell’emorragia subaracnoidea e le sue complicanze più gravi: risanguinamento, vasospasmo, edema cerebrale e ischemia, sia sulla scorta delle informazioni riportate in letteratura, sia sulla base della loro esperienza. Essi propongono una gestione della pressione arteriosa sistemica nell’emorragia subaracnoidea, che modulata a seconda della fase in cui viene iniziato il trattamento, riesca a prevenire o a trattarne le complicanze.

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