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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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CASI CLINICI  


Minerva Anestesiologica 1998 Dicembre;64(12):567-73

lingua: Italiano

Intossicazione da atropina. Importanza della diagnosi clinica

Giubelli D. 1, Conti L. 2, Bott A. 1, Cancellieri F. 1, Vetrò A. 1, Bacis G. 3, Corino T. 1, Moro D. 1

1 Ospedale S. Paolo, Milano, Servizio di Anestesia e Rianimazione;
2 Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano, I Servizio di Anestesia e Rianimazione;
3 SSU Em 118;
4 Centro Antiveleni


FULL TEXT  


Viene presentato un caso clinico di intossicazione da atropina. La comparsa di coma associato ad episodi di agitazione psicomotoria in un giovane veterinario in buona salute e la coesistenza di evidenti sintomi di blocco muscarinico periferico, indicativi di una sindrome anticolinergica, ha permesso di formulare in tempi relativamente brevi il sospetto diagnostico di intossicazione da atropina in assenza di dosaggi tossicologici specifici per il farmaco. Sebbene sia stata riferita, in un secondo tempo, la scomparsa di circa 150 mg di atropina dall’ambulatorio veterinario, il decorso benigno dell’intossicazione e la rapida dimissione del paziente dal reparto di terapia intensiva, senza che si rendesse necessario l’uso della fisostigmina, fanno ritenere che l’effettiva ingestione di atropina sia stata prossima a soli 10 mg.

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