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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 1998 Dicembre;64(12):563-6

lingua: Italiano

Il cateterismo della vena succlavia mediante incannulazione della vena giugulare esterna. Nostra esperienza

Salemi S. 1, Sparacia B. 1, Costa R. 1, Cracchiolo A. N. 1, Gristina E. 2, Sansone A. 3

1 Università degli Studi - Palermo, Istituto di Anestesia, Rianimazione e dell’Emergenza;
2 Università degli Studi - Palermo, Cattedra di Terapia Intensiva;
3 Università degli Studi - Palermo, Cattedra di Anestesia e Rianimazione


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Gli Autori descrivono la tecnica di incannulazione della vena succlavia tramite la VGE.
Obiettivo. Quello di evidenziare la semplicità della metodica senza complicanze che possono derivare dalla puntura diretta della vena succlavia.
Metodi. Disegno sperimentale. L’indagine comparativa comprende 30 pazienti ricoverati nel nostro reparto nel II semestre del 1996. Ambiente. Policlinico Universitario di Palermo Reparto di Rianimazione. Pazienti. Il 30% dei pazienti ammessi allo studio era di sesso femminile, il 70% di sesso maschile; alcuni presentavano turbe coagulative severe, altri un assetto coagulativo sconosciuto.
Interventi e rilevamenti. Gli Autori hanno adoperato la tecnica di Seldinger modificata, introducendo una guida a J attraverso l’ago cannula posizionato in VGE, avendo cura di non superare con la guida la lunghezza di quest’ultimo. Hanno utilizzato cateteri poco rigidi e di piccolo calibro, che possono fluttuare nella corrente ematica e da questa essere trasportati nella vena cava superiore. Dopo avere incannulato la vena succlavia veniva effettuato un controllo Rx-grafico del torace, che ha mostrato sempre l’ottimale posizionamento del catetere.
Risultati. A parte l’insuccesso verificatosi in un solo paziente tale metodica non ha mostrato complicanze di nessun genere.
Conclusioni. La tecnica trova indicazione in quelle situazioni di estrema urgenza in cui, da un lato è necessario incannulare un vaso centrale, dall’altro o coesistono problemi emorragici o non vi è la possibilità di eseguire uno screening coagulativo in tempi brevi.

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