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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 1998 Novembre;64(11):513-20

RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA 

 ARTICOLI ORIGINALI

Fattori determinanti il successo dello svezzamento in pazienti con «svezzamento difficile»

Rubini F., Zanotti E., Brigada P., Nava S.

Fondazione S. Maugeri, Clinica del Lavoro e della Riabilitazione - IRCCS, Istituto di Riabilitazione di Montescano (Pavia), Divisione di Pneumologia

Obiettivo. La maggior parte dei pazienti sottoposti a ventilazione meccanica invasiva viene svezzata con successo dal presidio meccanico, tuttavia in alcuni casi lo svezzamento è difficoltoso od impossibile. Ad esempio nei BPCO si ha weaning failure nel 25-53% dei casi. Il confronto tra le varie metodiche non chiarisce quale sia la modalità da utilizzare in corso di weaning. Scopo dello studio è stata la valutazione dell’utilità di un ulteriore weaning trial in pazienti tracheotomizzati, sottoposti a ventilazione meccanica da almeno 15 giorni e provenienti da varie Rianimazioni dove diversi tentativi di weaning erano falliti.
Disegno sperimentale. Studio retrospettivo nel periodo gennaio 1993-febbraio 1996.
Ambiente. Terapia Subintensiva Respiratoria del Centro Medico di Montescano.
Pazienti. 39 pazienti (29 maschi; 26 BPCO, 3 IR postoperatorie, 5 ristretti, 4 con scompenso cardiocircolatorio, 1 neurologico) tracheotomizzati e ventilati da almeno 15 giorni. I pazienti sono stati sottoposti ad una valutazione iniziale comprensiva di meccanica respiratoria ed ecocardiografia e ad un ulteriore weaning trial, dove la modalità di VM impiegata era PSV a livelli decrescenti con distacchi dal respiratore molto graduali, associata ad intensa FKT ed a terapia medica.
Risultati. In 26 pazienti (66%) lo svezzamento è stato possibile (BPCO 65%, IR postoperatoria 66%, ristretti 60%, scompenso cardiocircolatorio 100%, neurologico 0%) dopo un periodo medio di 17 giorni (range 4-90).
La valutazione dei fattori che si ritiene impedissero lo svezzamento ha evidenziato: a) errori in corso di VM 8/26; b) problemi cardiocircolatori 7/26; c) alterazioni grossolane della meccanica 2/26; d) eccessiva sedazione 2/26; e) scarsa progressività nei distacchi 2/26; f) scarsa FKT 2/26; g) fattore tempo (cioè cause ignote) 3/26.
Anche la differente ICU di provenienza è risultata essere un fattore rilevante.
Conclusioni. Una certa quota di pazienti considerati con weaning difficoltoso od impossibile è di fatto svezzabile dal presidio meccanico dopo un ulteriore, prolungato e costoso trial.

lingua: Italiano


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