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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 1998 Marzo;64(3):59-65

ANESTESIA 

 ARTICOLI ORIGINALI

Incidenza dell’ulcera da stress ed efficacia del trattamento profilattico alcalinizzante in pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia aortica maggiore. Studio prospettico

Bonazzi M., Lensi C., Migliavacca S., Bianchi De Grazia L., Cipolla M., Martino R., Riva A., Laveneziana D.

Azienda USSL n. 31 - Cinisello Balsamo (Milano), Ospedale Bassini, Servizio di Anestesia e Rianimazione

Introduzione. Lo studio, randomizzato e in doppio cieco, ha valutato la prevalenza del sanguinamento gastroenterico secondario ad ulcera da stress e l’efficacia profilattica di un trattamento alcalinizzante il succo gastrico mediante ranitidina in pazienti sottoposti a chirurgia aortica maggiore, esenti da ulcera peptica o «gastrite».
Metodi. Sono stati arruolati 70 pazienti, randomizzati in due gruppi: di trattamento (ranitidina 50 mg e.v. ogni 6 ore) e di controllo (placebo ai medesimi intervalli). Nel periodo postoperatorio, il succo gastrico è stato valutato per pH gastrico, presenza di sangue occulto, esame colturale. L’analisi dei dati è stata condotta secondo il criterio dell’efficacia del trattamento e non dell’intenzione di trattare, assumendo come indicativo di efficace alcalinizzazione un pH gastrico >4,5 nell’80% delle rilevazioni effettuate nel singolo paziente: ciò ha permesso di individuare due gruppi di pazienti, quello «alcalino» (43 pazienti) e quello «acido» (27 pazienti).
Risultati. Ventitré pazienti nel gruppo alcalino (53,4%) e 9 pazienti nel gruppo acido (33,3%) hanno presentato sanguinamento occulto (p=NS). Globalmente, 9 pazienti (12,8%) hanno presentato sanguinamento manifesto, 4 pazienti nel gruppo alcalino (9,3%) e 5 pazienti nel gruppo acido (18,5%) (p=NS). L’EGDS ha evidenziato un quadro di gastropatia erosiva in sei casi, ulcera gastrica in due e ulcerazione duodenale in uno. Venticinque pazienti (58,1%) hanno presentato colture del succo gastrico positive nel gruppo alcalino vs 4 (14,8%) nel gruppo acido, già a partire dalla prima giornata postoperatoria e per tutta la durata dello studio (p<0,01). Due pazienti (22,2%), uno per ciascun gruppo, con sanguinamento gastrointestinale sono morti; in entrambi i casi si era verificata un’insufficienza multiorgano.
Conclusioni. L’analisi della regressione multipla ha evidenziato una correlazione significativa fra sanguinamento manifesto e durata del clampaggio ed indici di gravità postoperatori: ciò permette di ipotizzare che nella patogenesi del sanguinamento gastroenterico in questa categoria di pazienti abbia importanza non tanto l’acidità del succo gastrico quanto l’ischemia/ipoperfusione mesenterica che, in presenza di alterazioni aterosclerotiche spesso subcliniche, può manifestarsi in modo critico a seguito dell’ipovolemia e/o dell’ipotensione frequenti nel corso di questi interventi o il danno da radicali liberi dell’ossigeno che si generano a seguito della riperfusione dei distretti a valle del clampaggio. L’alcalinizzazione routinaria del succo gastrico è dunque sconsigliabile anche in considerazione dell’elevata incidenza di colonizzazione batterica osservata a livello gastrico e del rischio di complicanze infettive.

lingua: Italiano


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