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MR GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA RIABILITATIVA

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ARTICOLI ORIGINALI  


MR Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa 2011 Aprile;25(2/3):85-6

lingua: Italiano

Neuroni mirror e riabilitazione in età evolutiva

Parente E. 1, Di Gioia C. 2, Ferrari A. 3,4

1 Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia
2 Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile, Università degli Studi di Parma, Parma, Italia
3 Dipartimento di Neuroscienze, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia
4 Unità Riabilitazione Disabilità Gravi dell’Età Evolutiva, A. O. S. Maria Nuova, Reggio Emilia, Italia


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Un bambino con paralisi cerebrale infantile (PCI) su tre è affetto da emiplegia. Tradizionalmente questi pazienti ricevono fisioterapia e terapia occupazionale al fine di incentivare al massimo le loro capacità residue. La recente scoperta dei neuroni mirror ha permesso di aprire nuove frontiere nel campo della neuro riabilitazione. I neuroni
specchio sono stati scoperti per la prima volta nella corteccia premotoria del macaco. Esistono evidenze sperimentali secondo cui le aree motorie si attivano sia quando viene eseguito un atto motorio finalizzato, sia
quando l’azione è semplicemente osservata o mentalmente rievocata. Anche nell’uomo è stata dimostrata un’attivazione delle stesse aree motorie sia durante l’osservazione di atti motori finalizzati che durante l’esecuzione delle stesse azioni, e questo in modo somatotopicamente organizzato. L’osservazione e
l’imitazione motoria rappresentano un tipo di approccio riabilitativo che agisce sulla riorganizzazione dei circuiti neuronali, impiegando sia meccanismi diretti che indiretti. Partendo da questi presupposti abbiamo pensato di sottoporre un gruppo di pazienti a un training standardizzato che prevedeva l’osservazione e la riproduzione di atti motori ecologici, uni e bimanuali a complessità crescente, per un periodo di tempo limitato. La probabile efficacia del trattamento, associata al suo approccio ecologico, alla relativa facilità nel metterlo in atto e alla limitata durata temporale potrebbe rappresentare un punto di partenza favorevole affinché tale metodica possa, eventualmente, diffondersi nella pratica clinica.

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