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MR Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa 2011 February;25(1):51-3

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lingua: Italiano

Studio delle correlazioni tra sinergie muscolari, volume della lesione cerebrale e indici funzionali, durante l’interazione con un sistema di realtà virtuale (VRRS-EVO 4®), in pazienti con ictus

Turolla A., Agostini M., Venneri A., Silvoni S., Zucconi C., Tonin P.,Piron L.

Fondazione Ospedale San Camillo – I.R.C.C.S., Venezia, Italia


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La produzione di movimenti volontari si basa sull’integrazione funzionale tra le aree motorie corticali
ed i circuiti spinali. Le modalità e i meccanismi per la conduzione dei segnali che discendono
dalla corteccia agli interneuroni e motoneuroni, sono ancora oggetto di dibattito.
Recenti studi dimostrerebbero come il sistema motorio possa controllare le attivazioni muscolari
attraverso una combinazione lineare di sinergie muscolari, così da ridurne la ridondanza e le difficoltà
di controllo.
Nostri precedenti studi hanno mostrato che, in un campione di soggetti colpiti da ictus le sinergie
muscolari erano simili, durante l’esecuzione di esercizi in realtà virtuale (VRRS-EVO 4), per numerosità
tra arto colpito e arto sano, sia nello stesso paziente che tra pazienti diversi, così come nel
confronto con i soggetti sani.
Al fine di valutare se il numero di sinergie condivise tra arto sano e arto paretico fosse in relazione
con la dimensione dell’ictus e gli esiti funzionali della lesione, abbiamo studiato le relazioni del
numero di sinergie sia con il volume dell’infarto cerebrale, che con i valori di tre scale funzionali.
L’unica correlazione significativa riscontrata è stata quella tra sinergie condivise e indice di funzionalità
della destrezza manuale, mentre le correlazioni non erano significative tra le sinergie
muscolari ed i restanti indici (imaging e 2 indici funzionali).
I risultati sembrano confermarne la stabilità delle sinergie muscolari già osservata con approcci di
tipo computazionale e la possibilità che le sinergie muscolari di funzioni più evolute non si trovino
nel tronco encefalico. Tuttavia è necessario ripetere l’osservazione in un numero maggiore di pazienti
per aumentare la robustezza dell’osservazione.

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