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MR Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa 2008 Dicembre;22(4):335-46

UTILIZZO DELL’ICF DALLA RIABILITAZIONE AL REINSERIMENTO NELLA CEREBROLESIONE 

 REVIEW

L’utilizzo dell’ICF nella valutazione di idoneità alla guida

Boscarato P., Vestri A.

IRCCS E. Medea Polo Regionale Veneto, Pieve di Soligo, Treviso, Italia

La legislazione italiana definisce le procedure di valutazione di idoneità psicofisica alla guida di persone con disabilità: vi è una commissione medica locale apposita che si può avvalere della consulenza di specialisti o centri specialistici. La distribuzione in Italia di questi centri di valutazione è sbilanciata verso il nord del paese, le professioni coinvolte sono invece abbastanza omogenee, così come i tipi di valutazione. Vi sono differenze, invece per gli strumenti di misura utilizzati e per la formazione specifica dei professionisti in materia di valutazione di idoneità alla guida. L’Italia condivide con tutti gli altri paesi la difficoltà di individuare dei parametri certi predittivi dell’efficacia alla guida: nei casi di disabilità complessa, risulta dunque opportuno il confronto interprofessionale sulla base di esami medici, motori, cognitivi, psicologici e sugli ausili. Il modello principale di riferimento per il comportamento di guida è di Michon (1985), tuttavia non è sufficiente per descrivere nel dettaglio il funzionamento delle persone con disabilità. A complemento di questo modello, l’ICF fornisce sia il linguaggio che l’architettura descrittiva del funzionamento della persona, arricchito con la suddivisione in strutture, funzioni, capacità, performance e altri fattori. Nel centro di mobilità dell’IRCCS E.Medea è stata implementata una procedura che rispetta il quadro legislativo italiano, utilizza un modello teorico del comportamento alla guida ed una checklist specifica tratta dall’ICF per descrivere il funzionamento di tutte le persone che accedono al servizio. I risultati dei primi mesi di applicazione di questo strumento hanno messo in luce che, provenendo da un’ottica riabilitativa, nei casi dove possibile, permette di definire meglio degli obiettivi di miglioramento del funzionamento in modo da migliorare l’autonomia nella mobilità. In generale facilita molto il dialogo interprofessionale, tuttavia la checklist necessita ancora di alcune modifiche per essere più esaustiva. Nel lavoro si allega la prima checklist utilizzata.

lingua: Italiano


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