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Medicina dello Sport 2016 Marzo;69(1):151-61

lingua: Italiano, Inglese

Rapporto tra attività fisica e declino cognitivo durante l’invecchiamento

Enzo IULIANO 1, Alessandra DI CAGNO 1, Giovanna AQUINO 1, Eugenio M. PISTONE 2, Despina TSOPANI 3, Giuseppe CALCAGNO 1, Alfonso DI COSTANZO 1, Giovanni FIORILLI 1

1 Università degli Studi del Foro ltalico, Rome, Italy; 2 Università degli Studi del Molise, Campobasso, Italy; 3 National and Kapodistrian University of Athens, Athens, Greece


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OBIETTIVO: La riduzione dell’attività fisica è molto frequente nella popolazione anziana e contribuisce al declino cognitivo. L’obiettivo dello studio è stato quello di verificare se la conduzione di uno stile di vita attivo possa migliorare le prestazioni cognitive della popolazione anziana. Sono state analizzate le relazioni tra l’attività fisica, valutata attraverso la Physical Activity Scale for the Elderly (PASE), e i risultati di test cognitivi negli anziani a rischio di deficit cognitivo e di demenza.
METODI: A 235 soggetti anziani, età media 64.22±8.38, è stato somministrato il questionario PASE e una batteria di test cognitivi.
RISULTATI: Sono state trovate correlazione significative, seppur di lieve entità, tra il punteggio di PASE totale e i punteggi dei test cognitivi che valutano la memoria, come il test del REY, (Rey-IR) (P<0,05) e (Rey-DR) (P<0,01), e funzioni esecutive, come il Frontal Assessment Battery (FAB) (P<0,05), mentre sono state registrate correlazioni negative con il Stroop Color Word Test time (P<0,05). Il PASE che valuta le attività di lavoro domestico (PASE-H) è risultato significativamente e positivamente correlato con FAB (P<0,05), Rey-IR (P<0,01), Rey-DR (P<0,01) e con le Raven’s Progressive Matrices (P<0.05), e negativamente correlato con lo Stroop Color Word Test time (P<0.05).
CONCLUSIONI: Questi risultati suggeriscono che uno stile di vita attivo condotto anche a bassa e moderata intensità, come nelle attività domestiche, potrebbe essere utile a migliorare le performance cognitive negli anziani. Le attività domestiche praticate quotidianamente possono essere equiparate ad un attività fisica di moderata intensità. Inoltre le attività domestiche che richiedono attenzione, organizzazione e problem solving, potrebbero funzionare come “training cognitivo”, migliorando proprio le prestazioni cognitive.

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