Ricerca avanzata

Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 2015 Settembre;68(3) > Medicina dello Sport 2015 Settembre;68(3):515-22

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport

Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0025-7826

Online ISSN 1827-1863

 

Medicina dello Sport 2015 Settembre;68(3):515-22

 FORUM

Ruolo dell’attività motoria nella prevenzione dell’osteoporosi: studio osservazionale di un campione di atleti

Arrighi A. 1, Tallone C. 2, Casabella A. 3, Venzano V. 1, Pistorio A. 4, Seriolo B. 3, Molfetta L. 1, 3

1 Scuola di Dottorato in Scienze e Tecnologie Biomediche, Dipartimento DINOGMI, Università degli Studi di Genova, Genova, Italy;
2 Corsi di Laurea in Scienze Motorie, Università degli Studi di Genova, Genova, Italy;
3 Centro di Ricerca sull’Osteoporosi e patologie Osteoarticolari, Università degli Studi di Genova, Genova, Italy;
4 Servizio Epidemiologia Clinica e Biostatistica I.R.C.C.S. Giannina Gaslini, Università degli Studi di Genova, Genova, Italy

OBIETTIVO: L’osteoporosi è una patologia sistemica e progressiva dello scheletro, caratterizzata da una ridotta massa ossea e da alterazioni della microarchitettura del tessuto osseo. L’esercizio fisico regolare è un cardine dei programmi d’intervento nella gestione dell’osteoporosi. Questo studio si prefigge di valutare le variazioni in eccesso o in difetto della densità di massa ossea negli atleti sottoposti a diverse tipologie di attività motoria, valutando altresì come una stimolazione meccanica dinamica nello sportivo possa essere sufficiente per ottenere un miglioramento della mineralizzazione ossea.
METODI: Sono stati reclutati 45 soggetti maschi di età compresa tra i 23 e i 74 anni; 15 erano cestisti, 15 ciclisti e 15 nuotatori. Abbiamo sottoposto il gruppo di studio alla densitometria ossea calcaneare. Tutti i partecipanti svolgono un minimo di 2 sedute settimanali di allenamento fisico.
RISULTATI: L’attività fisica agisce positivamente sui principali fattori di rischio dell’osteoporosi, diminuendo significativamente il rischio di fratture, purché rispetti determinate regole. Affinché lo stimolo indotto dall’esercizio sia osteogenico e rimodellante, il carico meccanico scheletrico deve essere superiore ad una soglia minima efficace, anche se un eccesso di sollecitazioni produce un osso con minore resistenza biomeccanica.
CONCLUSIONI: Lo studio dimostra che è fondamentale agire in prevenzione primaria evidenziando a chi educa bambini e ragazzi che è bene attuare programmi compensativi di attività motoria con impatto e con carico.

lingua: Italiano, Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina