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AREA MEDICA  


Medicina dello Sport 2015 June;68(2):231-41

lingua: Italiano, Inglese

Morti premature in wrestlers professionisti: effetti cardiocircolatori e neuropsichiatrici degli steroidi anabolizzanti-androgeni

Prometti P. 1, 2, Bellini G. 2, Amaddeo P. 3

1 FSM Istituto Lumezzane, Brescia, Italy;
2 Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, University of Brescia, Brescia, Italy;
3 Centro di Medicina dello Sport, Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, Bergamo, Italy


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OBIETTIVO: Le morti di professional wrestlers stupiscono sia per precocità che per modalità, insinuando un nesso causale tra l’evento fatale ed l’utilizzo degli steroidi anabolizzanti-androgeni (AAS).
METODI: Quest’articolo si propone di condurre un’indagine retrospettiva dal 1985 ad oggi al fine di raccogliere la numerosità del campione attingendo ai dati pubblicati dalla World Wrestling Entertainment. Abbiamo rivalutato i dati farmacologici degli AAS, analizzandone il razionale d’uso e gli effetti avversi a carico dell’apparato cardiovascolare e della sfera cognitivo-affettiva.
RISULTATI: Sia dati sperimentali che clinico-autoptici hanno dimostrato che l’abuso di AAS determina lo sviluppo di ipertrofia miocardica simile alla cardiomiopatia dilatativa per presenza di fibrosi miocardica ed infiammazione associata ad alterato profilo lipidico che rappresenta il substrato aritmogeno favorevole all’innesco di aritmie fatali. L’effetto dannoso non solo è correlato alla dose ed alla durata di assunzione, ma risulta irreversibile. Sono state evidenziate alterazioni patologiche della sfera affettiva con disturbi clinici assai variegati dalla sindrome depressiva allo stato paranoide francamente psicotico, dall’anoressia inversa all’abuso associato di alcool e droghe. E’ stata postulata la neurotossicità diretta della regione encefalica associata alla memoria visuo-spaziale. L’indagine retrospettiva condotta su circa 600 wrestlers professionisti ha confermato un’importante riduzione dell’aspettativa di vita: più del 50% dei wrestlers decede prima dei 50 aa. Le fasce d’età caratterizzate dalla maggiore mortalità sono la IV e V decade di vita. Fra le cause di decesso spiccano la morte cardiaca improvvisa e l’abuso di droghe (52%) e la morte violenta (10% suicidio, 7% incidente); eventi drammatici probabilmente correlabili all’abuso di AAS.
CONCLUSIONI: Il messaggio che ne deriva è chiaro: è necessario implementare la diffusione dei programmi di allenamento che siano rispettosi della salute e vigilare al contempo affinché, nella pratica quotidiana della prevenzione primaria, possiamo sorprendere i primi segnali di un sospetto abuso di AAS per porvi rimedio.

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