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CASI CLINICI  


Medicina dello Sport 2015 Marzo;68(1):113-9

lingua: Italiano, Inglese

Difetto interatriale tipo ostium sinus venosus in giovane atleta: il ruolo dell’elettrocardiogramma e dell’auscultazione

Ciccarone G. 1, Bilardo G. 2, Martelli G. 3, Ismael M. 1, Scalchi G. 2, Gioffredi A. 1, Bonso A. 2

1 Servizio di Medicina dello Sport, Unità Operativa Complessa di Cure Primarie, ULSS 2 di Feltre, Belluno, Italia;
2 Unità Operativa Complessa di Cardiologia, ULSS 2 di Feltre, Belluno, Italia;
3 Centro Medico e Riabilitativo Performance, Siena, Italia


PDF  ESTRATTI


Il difetto del setto atriale (DIA) tipo sinus venosus é una rara cardiopatia congenita spesso associata a un parziale ritorno venoso polmonare anomalo: l’ipertensione polmonare è la principale conseguenza clinica se questo difetto cardiaco non viene corretto chirurgicamente. Il caso clinico qui presentato riguarda un atleta di 11 anni di sesso maschile, giunto alla nostra osservazione, assieme al fratello gemello, per la prima visita d’idoneità medico-sportiva agonistica. L’atleta era asintomatico, senza familiarità per patologie cardiorespiratorie e con obiettività cardiorespiratoria a riposo nella norma. Decisivi per la richiesta di esami di secondo livello sono stati l’elettrocardiogramma di base, che presentava un ritardo della conduzione ventricolare destra, tipo blocco di branca destra incompleto, con quadro rsR’ nella derivazione V1 e l’auscultazione, effettuata sistematicamente nella prima fase di recupero dopo test da sforzo, che evidenziava un soffio eiettivo sistolico 2/6 sulla margino-sternale di sinistra, più evidente a livello del terzo e quarto spazio intercostale sinistro, che si irradiava fino alla linea medio-ascellare. L’esame ecocardiografico documentava un difetto del setto atriale alto, verosimilmente tipo sinus venosus cavale superiore, con minus di 9-10 mm e con segni di sovraccarico di volume delle sezioni destre. Dopo valutazione cardiologica e cardiochirurgica è stata posta l’indicazione all’intervento chirurgico correttivo. Il caso clinico dimostra che, anche per una diagnosi di una patologia rara e complessa, durante una visita di idoneità sportiva agonistica di primo livello, a volte può essere sufficiente l’accurata analisi dell’elettrocardiogramma di base e l’auscultazione cardiaca entro il primo minuto dalla fine della prova da sforzo.

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