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Medicina dello Sport 2014 March;67(1):83-92

Copyright © 2014 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Influenza del posizionamento del rachide cervicale nell’ossimetria e nella capacità di svolgere un esercizio di resistenza

Coelho Pereira B. 1, Da Trindade C. Pereira A. K. F. 2, Coutinho De Oliveira C. V. 3, Silva A. S. 4

1 Biomedical Engineering, Universidade do Vale do Paraíba – UNIVAP, São José dos Campos, São Paulo, Brazil;
2 Department of Morphology, Universidade Federal da Paraíba, João Pessoa, Brazil;
3 Department of Nutritional Sciences, Universidade Federal da Paraíba, João Pessoa, Brazil;
4 Department of Physical Education, Universidade Federal da Paraíba, João Pessoa, Brazil


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OBIETTIVO: Obiettivo del presente lavoro è stato quello di valutare l’influenza della posizione della spina cervicale in saturazione di plasma di ossigeno nella capacità di resistenza agli esercizi in giovani adulti precedentemente allenati.
METODI: Quindici soggetti (20,9±2,3 anni) di ambo i generi, usati per eseguire gli esercizi di resistenza, partecipano allo studio. In un programma di scambio casuale, i soggetti eseguono delle flessioni laterali della spalla (fly machine) fino al cedimento muscolare nella fase concentrica delle ripetizioni. Il pulsiossimetro viene consultato prima, durante e dopo ogni serie di esercizi. Vengono raccolti campioni di sangue per analizzare il lattato ematico nell’intervallo di uno a tre minuti dopo la fine di ogni serie di esercizi.
RISULTATI: Il misuramento della saturazione eseguito immediatamente dopo gli esercizi non mostra differenze tra il controllo e le procedure sperimentali, così come la lattacidemia. Comunque, durante gli esercizi eseguiti dentro le procedure sperimentali risulta una flessione nella saturazione di O2 in confronto agli esercizi eseguiti nelle proce
dure di controllo (96,6±1,2% a 94,1±1,5% e 97,0±0,8% fino a 90,3±5,8% rispettivamente, P<0,05). Nonostante la flessione nella saturazione di O2 durante gli esercizi nella procedura sperimentale, questo fenomeno non è stato accompagnato da una migliore tolleranza agli esercizi stessi. Questo può essere spiegato in alcuni modi: anche altri fattori (come vascolarizzazione e parziale pressione dell’ossigeno nei tessuti) sono implicati nella differenza arteriosa-venosa, la quale ha influenza nella disponibilità di O2 nei muscoli; il carattere metabolico degli esercizi impiegati potrebbe essere un fattore limitante nel rilascio dell’O2.
CONCLUSIONI: La rettifica della parte cervicale della colonna vertebrale, per migliorare l’ossigenazione durante l’esecuzione di esercizi di resistenza fino al cedimento muscolare concentrico, è capace di minimizzare la flessione della saturazione di ossigeno durante una serie di esercizi di resistenza, ma non è capace di migliorare la tolleranza agli esercizi stessi.

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