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MEDICINA DELLO SPORT

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Medicina dello Sport 2013 December;66(4):523-30

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lingua: Italiano, Inglese

Valutazione dello sforzo percepito e risposte del lattato ematico durante uno “special judo fitness test” in judoisti iraniani titolati e non titolati

Arazi H., Heidari N.

Department of Exercise Physiology, Faculty of Sport Sciences, University of Guilan, Rasht, Iran


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Obiettivo. Lo scopo del presente studio è stato quello di verificare le potenziali differenze nella performance, nelle risposte acute del lattato ematico e nella valutazione dello sforzo percepito (rating of perceived exertion, RPE) tra judoisti titolati e judoisti non titolati sulla base dello Special judo fitness test (SJFT).
Metodi. Diciotto judoisti (media±deviazione standard: 22,67±2,14 anni di età, 177±4,64 cm di altezza, 73,6±9,9 kg di massa corporea e almeno due anni di allenamento regolare di judo) hanno partecipato in maniera volontaria al presente studio. I partecipanti sono stati classificati come titolati o non titolati in base al loro posizionamento in classifica in diverse competizioni; i soggetti hanno effettuato lo SJFT dopo una sessione di familiarizzazione. È stata condotta una valutazione dello sforzo percepito in tre serie e del lattato ematico (LA) prima e 3 minuti dopo il test. L’analisi statistica è stata effettuata utilizzando il test t di Student per dati indipendenti, l’ANOVA a una via per misure ripetute e il coefficiente di correlazione di Karl Pearson.
Risultati. I risultati del presente studio hanno dimostrato che la frequenza cardiaca dei judoisti titolati un minuto dopo il test era inferiore rispetto a quella dei judoisti non titolati (P=0,001); il numero di proiezioni nel secondo tempo (P=0,014), nel terzo tempo (P=0,001) e nella somma dei tre tempi (P=0,002) nei judoisti titolati era superiore rispetto a quello dei judoisti non titolati. L’indice di fitness stimato era migliore per i judoisti titolati rispetto ai judoisti non titolati (P=0,001). I risultati della RPE hanno mostrato una differenza tra i gruppi (P=0,01) nel secondo e nel terzo tempo.
Conclusioni. Il risultato di questa indagine ha mostrato che lo SJFT può essere utilizzato come valido test per differenziare i judoisti in condizione fisica ottimale da quelli in condizione fisica subottimale.

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