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Medicina dello Sport 2013 September;66(3):443-60

lingua: Italiano, Inglese

Un caratteristico modello di marcatori di stress muscolo-scheletrici in un sardo del XVI secolo: un rematore di galea del porto di Alghero?

Giuffra V. 1, Bianucci R. 1, 2, Milanese M. 3, Fornaciari G. 1

1 Division of Paleopathology, Department of Translational Research on New Technologies in Medicine and Surgery, University of Pisa, Pisa, Italy;
2 Laboratory of Physical Anthropology, Department of Public Health and Pediatric Sciences, University of Turin, Turin, Italy;
3 Department of History, University of Sassari, Sassari, Italy


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Obiettivo. Una sepoltura di massa riferibile all’epidemia di peste di Alghero del 1582-1583 è stata scoperta nel 2008-2009. Tra le vittime dell’epidemia è stato identificato lo scheletro di un maschio di 35-40 anni con una serie di lesioni peculiari riferibili a stress occupazionale.
Metodi. I resti scheletrici sono stati sottoposti a studio antropologico, paleopatologico e radiologico.
Risultati. La colonna, le articolazioni della spalla e quelle del ginocchio risultano affette da grave artrosi con porosità della superficie articolare, osteofitosi ed eburneizzazione; la testa del primo e soprattutto del terzo metacarpale, e le prime e seconde falangi dei pollici presentano ugualmente gravi lesioni artrosiche. L’osservazione dei siti d’inserzione di legamenti e tendini ha rivelato entesopatie alle scapole, omeri, ulne, ossa delle mani, bacino, femori, tibie e calcagni. Lesioni attribuibili a osteocondrite dissecante sono state osservate in diversi distretti, tra cui il semilunare sinistro, le epifisi distali delle tibie e della fibula destra, l’epifisi prossimale dei primi metatarsali e il primo cuneiforme sinistro. Ernie di Schmorl sono visibili sulle vertebre toraciche e lombari. Infine, sono state diagnosticate, bilateralmente, la “sindrome da conflitto della cuffia dei rotatori” e la frattura da avulsione della tuberosità del quinto metatarsale.
Discussione. In base alla ricostruzione storica delle possibili occupazioni attestate in un porto del XVI secolo e dei confronti con modelli tratti dalla medicina dello sport, sono state prese in considerazione le attività occupazionali che potevano essere messe in relazione con l’insieme delle lesioni scheletriche.
Conclusioni. La nostra ipotesi è che queste lesioni siano compatibili con lo stile di vita di un marinaio impiegato nell’attività della remata.

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