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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA FISIOLOGICA  


Medicina dello Sport 2013 Giugno;66(2):163-78

lingua: Italiano, Inglese

Effetti sull’EPOC di diverse attività fisiche in una popolazione di donne

Galvani C. 1, Bruseghini P. 2, Annoni I. 2, Demarie S. 3, Salvati A. 4, Faina M. 2, 5

1 Applied Exercise Physiology Laboratory, Department of Psychology, Exercise Science Degree Course, Catholic University of the Sacred Heart, Milan, Italy;
2 Exercise Science Degree Course, Catholic University of the Sacred Heart, Milan, Italy;
3 Italian University Sport and Movement “Foro Italico”, Department of Science of Human Movement and Sport, Rome, Italy;
4 Private Practitioner, Rome, Italy;
5 Institute of Sports Medicine and Science, Italian National Olympic Committee, Rome, Italy


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Obiettivo. Nella fase di recupero dopo un esercizio fisico, le attività metaboliche non tornano immediatamente a livelli basali. Questo periodo di eccesso di consumo di ossigeno post-esercizio viene definito excess post-exercise oxygen consumption (EPOC). La grandezza dell’EPOC (EPOC magnitude) dipende dall’intensità e dalla durata dell’attività fisica svolta, dal tipo di esercizio (continuo o intervallato), dal livello di allenamento e dal sesso del soggetto. Dato che la perdita di peso può essere ottenuta incrementando la spesa energetica (EE), in un programma di esercizio-terapia mirato ad un calo ponderale è necessario considerare che l’EPOC incrementa il consumo calorico post-esercizio. Non è ancora chiaro se diverse tipologie di esercizio abbiano differenti effetti sull’EPOC. Lo scopo di questo lavoro è quello di verificare gli effetti sull’EPOC di attività moderate svolte al cicloergometro (C), al treadmill (T) e all’armergometro (A), di un esercizio di cross-training (CT) e di attività della vita quotidiana (ADL) effettuate ad un’intensità tra moderata e vigorosa.
Metodi. Sei femmine giovani moderatamente attive (età 24,2±0,8 anni, BMI 21,5±2,4 kg/m2; RMR 1288±8,2 kcal/giorno; V.O2peak cicloergometro 40,3±4,3 ml/kg/min; V.O2peak treadmill 40,9±6,9 ml/kg/min; V.O2peak armergometro 22,2±3,4 ml/kg/min) hanno partecipato allo studio della durata di 3 settimane. Nella prima settimana i soggetti hanno compilato un questionario (Baecke) sulle abitudini di vita, è stato loro misurato il metabolismo basale (RMR) e hanno svolto 3 test incrementali ad esaurimento. Nella seconda e terza settimana hanno svolto 5 esercitazioni di 30 minuti al 60% del V.O2peak separate tra loro da 48 ore di riposo: un esercizio continuo al T, al C e all’A, un CT che integra pedalata, camminata e esercizio per gli arti superiori di 10 minuti ciascuno, ADL (METs 3-6). Nei 30 minuti prima dell’esercizio e nelle 2 ore post-post-esercizio il metabolismo è stato misurato in posizione seduta con calorimetria indiretta (K4b2, Cosmed, Italia). I dati sono stati analizzati con una MANOVA e un’ANOVA per misure ripetute.
Risultati. L’EPOC è risultato essere compreso tra il 7% e il 17% della spesa energetica totale. I valori più elevati di EPOC magnitude sono stati riscontrati con l’allenamento CT, anche se non in modo significativo rispetto a tutte le altre tipologie di allenamento. L’O2 consumato durante e dopo T e C è risultato significativamente superiore a quello dell’A, se considerato al netto dell’RMR (P<0,001). Gli allenamenti al T e al C sono quelli che hanno ottenuto un consumo di ossigeno (V.O2) durante l’esercizio significativamente più alto rispetto a CT e ADL (P<0,01); al contrario, l’allenamento svolto all’A risulta essere significativamente più basso di tutte le altre modalità di allenamento (P<0,001). Il quoziente respiratorio (QR) durante l’esercizio è significativamente più basso per il T rispetto al C (P<0,01). Nei 30 minuti di attività sono state rilevate differenze per quanto riguarda l’utilizzo dei substrati energetici: l’utilizzo dei grassi (FAT) è risultato significativamente più alto per il T rispetto a tutte le altre modalità di allenamento (P<0,01); l’utilizzo dei carboidrati (CHO) è significativamente più alto per il C rispetto a T, A e ADL (P<0,01). Nelle 2 ore post-esercizio non ci sono differenze significative tra le tipologie di allenamento in relazione all’utilizzo dei substrati energetici, anche se T è l’allenamento che permette il maggior consumo di FAT.
Conclusioni. Questo studio dimostra che 30 minuti di attività fisica permettono un aumento di EE nelle 2 ore post-esercizio. La camminata al T può essere considerata il miglior esercizio per la perdita di peso se confrontato con le altre modalità di allenamento prese in considerazione. I nostri risultati indicano che un esercizio intervallato di 30 minuti genera un EPOC equivalente a quello di un esercizio continuo: questo potrebbe essere vantaggioso per i soggetti con un basso livello di forma fisica che non sono in grado di eseguire una lunga sessione di attività sullo stesso ergometro. L’EE equivalente durante e dopo l’esercizio fisico tra le ADL e gli allenamenti strutturati sottolinea l’importanza di uno stile di vita attivo, soprattutto in relazione ad un programma di controllo del peso corporeo.

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