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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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EDITORIALE  


Medicina dello Sport 2012 June;65(2):129-43

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Il passaporto biologico

Valori G. 1, Massoni F. 2, Feola T. 2, Onofri E. 2, Ricci S. 2

1 LUMSA University;
2 Department of Anatomical, Histological, Medico-Legal and Locomotor Apparatus Sciences, La Sapienza University, Rome, Italy


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Il doping costituisce un fenomeno di crescente rilevanza sociale e in continua evoluzione. Le caratteristiche epidemiologiche e il numero dei casi accertati sembrano non corrispondere agli attuali dati statistici ufficiali, in gran parte riferiti ai soli sportivi di livello agonistico. Sull’argomento gli autori illustrano taluni aspetti giuridici e medico legali del passaporto biologico: una delle più recenti proposte operative, miranti a contrastare il ricorso a pratiche dopanti. Gli assunti ritenuti fondamentali sono i seguenti: in ambito sportivo il passaporto biologico ha dimostrato di essere uno strumento utile, ma da solo non sufficiente a contrastare il fenomeno doping; il passaporto biologico non costituisce, di per sé solo, una prova del comportamento antisportivo dell’atleta, bensì un mezzo di ricerca della stessa; il principio di irretroattività non ha ragion d’essere, dal momento che un’eventuale anomalia dei profili mostrata dal passaporto, di per sé, non costituisce una speciale figura di illecito; la valutazione longitudinale dei profili ematologici ed ormonali dello sportivo appare uno strumento che mira a valutare in modo più esaustivo, in concorrenza con altri parametri, la correttezza del comportamento dell’atleta. La WADA dispone, in conclusione, che le indagini ematologiche ed urinarie, per essere probanti, oltre che rigorosamente condotte in centri accreditati, debbono portare a giudizi conclusivi di elevata probabilità.

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