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Medicina dello Sport 2011 December;64(4):423-34

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Onde T negative precordiali destre nei prepuberi: frequenza ed evoluzione nel tempo. Un’esperienza personale

Attisani G. 1, 2, Faiola F. 1, 2, Luciani U. 1, 2, Bianchi G. 1, 2, Veicstenas A. 2, 3, Casasco M. 2, 4, 5

1 PANATHLETICON, Sports Medicine, FMSI Operative Unit, Brescia, Italy 2 Department of Health, Nutrition and Sports Sciences, University of Milan, Milan, Italy 3 Specializing School Sports Medicine, University of Brescia, Brescia, Italy 4 Federazione Medico Sportiva Italiana – FMSI 5 University of Pavia, Pavia, Italy


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Obiettivo. La presenza di onde T negative sulle derivazioni elettrocardiografiche precordiali destre in soggetti in età prepubere è considerata una variante “normale”. La negatività si riduce gradualmente con l’avanzare dell’età e solo la persistenza di negatività dell’onda T tra V1-V3 dopo l’adolescenza è da ritenersi sospetta. Scopo del presente lavoro è stato determinare la prevalenza dell’onda T negativa nelle precordiali destre in soggetti di età tra 6 e 18 anni, variazione in funzione della crescita e suo significato dopo lo sviluppo adolescenziale.
Metodi. Sono stati analizzati i tracciati ECG di base di 1858 giovani atleti, suddivisi per classi di età (6-8, 9-10, 11-13, 14-15 e 16-18 anni), valutandone le variazioni nell’arco di 6 anni.
Risultati. Sono state osservate onde T negative tra V1-V3 in 132 soggetti (7,1%). L’incidenza delle onde T negative diminuisce con l’età, sia in V1-V2 (da 32,2% a 3,3%), sia in V1-V3 (da 11% a 2,4%), e sia in V1-V4 (da 1,3% a 0,6%). A distanza di 6 anni solo una modesta percentuale di soggetti presenta la persistenza del reperto: i bambini di 6-8 anni con negatività dell’onda T tra V1-V3 (11%) e V1-V4 (1,6) mantenevano dopo 6 anni tale negatività rispettivamente nel 1,7% e nello 0,8%. Nel tempo e con la crescita corporea adolescenziale solo una modesta percentuale di soggetti presenta la persistenza della negatività delle onde T precordiali destre. Solo in rari soggetti tale persistenza si è rivelata indice di patologia cardiaca (per es. 1 caso di miocardio non compattato).
Conclusioni. La persistenza di negatività dell’onda T sulle precordiali destre dopo lo sviluppo adolescenziale in giovani atleti deve indurre ad un approfondimento diagnostico di secondo livello e ad un monitoraggio periodico, almeno annuale. La scelta di effettuare tale approfondimento deve essere basata soprattutto sulla base dei parametri antropometrici e non solo sull’età anagrafica.

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