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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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Medicina dello Sport 2011 December;64(4):409-22

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Training oculomotorio e performance di guida

Guidetti G. 1, Rigo S. 2, Livio S. 3, Zasa M. 4, 5

1 Service of Audiovestibology, Azienda USL Modena, Ramazzini Hospital, Carpi, Modena, Italy 2 ENT Department, Azienda ASS n° 1 Trieste, Maggiore Hospital, Trieste, Italy 3 Professional driver 4 Associazione Medico Sportiva FMSI di Parma, Parma, Italy 5 Department of Anesthesiology, Critical Care and Pain Medicine, University of Parma, Parma, Italy


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Obiettivo. Durante la guida, è fondamentale identificare gli oggetti sulla scena e pianificare i movimenti oculari atti a mantenere lo sguardo fisso sugli obiettivi importanti. Abbiamo studiato un nuovo training oculomotorio specifico per migliorare sia le performance di guida che la sicurezza dei conducenti.
Metodi. Venti conducenti non professionisti sono stati suddivisi in due gruppi e sono stati valutati su un circuito di guida sicura. I soggetti del gruppo 1 sono stati analizzati in due giri del tracciato differenti, prima e dopo un corso di guida basato sul controllo oculomotorio, con particolare attenzione ai movimenti saccadici. I soggetti del gruppo 2 sono stati studiati in due giri del tracciato differenti, senza esser stati sottoposti ad alcun corso. I movimenti oculari sono stati registrati mediante occhiali Tobii.
Risultati. I conducenti del gruppo 1 hanno riportato una riduzione sia del tempo sul giro sia dei movimenti saccadici in maniera più consistente dei conducenti del gruppo 2. Questo studio dimostra che un training adeguato è in grado di ridurre il numero dei movimenti saccadici mediante il controllo cognitivo e di migliorare la performance di guida rispetto alla miglior conoscenza del tracciato ottenuta con la semplice ripetizione di giri sullo stesso circuito.
Conclusione. Questo corso multidisciplinare basato sul controllo dei movimenti saccadici sembrerebbe incrementare i movimenti saccadici e guidati dalla memoria e limitare l’esplorazione saccadica periferica. In questo modo, la componente cognitiva del “cueing” contestuale è facilitata. L’attenzione visiva può essere guidata dalla conoscenza acquisita circa le variabili spaziali; pertanto, l’attenzione è in grado di di selezionare o ignorare specifici bersagli visivi.

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