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Medicina dello Sport 2011 September;64(3):257-68

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Caratteristiche della valvola aortica bicuspide in una popolazione sportiva non top-level valutata in un periodo di oltre 16 anni

Poletti G., Piolanti S., Cellini M.

Unit of Sports Medicine, Local Health Unit, Casalecchio di Reno, Bologna, Italy


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Obiettivo. È stata effettuata un’analisi retrospettiva su 19883 atleti visitati in occasione del rilascio dell’idoneità sportiva agonistica al fine di ricercare tutti i casi di valvola aortica bicuspide (VAB) diagnosticati.
Metodi. Sono stati consultati i referti di 5601 ecocardiografie transtoraciche eseguite dal 1 gennaio 1995 al 31 marzo 2011 presso il Centro di Medicina dello Sport di secondo livello dell’Azienda USL di Bologna (Casalecchio di Reno).
Risultati. La prevalenza della VAB è risultata pari allo 0,89% (50/5601). L’età media della popolazione esaminata è risultata di 19,74 anni (±11,62); la VAB è stata diagnosticata in soggetti di sesso maschile nel 78% dei casi. Quasi il 50% delle VAB diagnosticate risultano “non complicate”, anche se è apparsa ancora più frequente l’associazione tra VAB e insufficienza aortica. Particolarmente importante è risultato il fatto che l’evoluzione prevalente della VAB, nella popolazione considerata, vada verso l’insufficienza valvolare aortica piuttosto che verso la stenosi, che invece rappresenta il risultato evolutivo della VAB nell’adulto e complessivamente la complicanza più frequente descritta in letteratura. Questa apparente diversa evoluzione potrebbe essere correlata all’età media particolarmente bassa del campione di atleti valutati rispetto a quelli degli altri studi presenti in letteratura. La dilatazione della radice aortica nel nostro studio è seconda solo all’insufficienza valvolare aortica, al contrario della dilatazione dell’aorta ascendente risultata assai rara.
Conclusioni. Dal presente studio emerge il fatto che la prognosi della VAB nel giovane sportivo è buona malgrado l’inevitabile presupposto che, trattandosi di malattia della parete aortica, l’evoluzione della patologia proceda inesorabilmente verso la sostituzione valvolare e spesso anche dell’aorta ascendente. Il presente studio mette in luce l’indispensabilità dell’esame ecocardiografico per la diagnostica e il monitoraggio di questa cardiopatia congenita in fase non complicata. Si ritiene pertanto che tale metodica di screening debba essere proposta almeno una volta nel curriculum dell’atleta agonista.

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