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Rivista di Medicina dello Sport

Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
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Impact Factor 0,163

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0025-7826

Online ISSN 1827-1863

 

Medicina dello Sport 2010 Dicembre;63(4):539-46

 AREA MEDICA

Le cardiopatie congenite semplici e l’idoneità all’attività fisica agonistica

Cifra B. 1, Marcora S. A. 2, Tranchita E. 1, Giordano U. 1, Turchetta A. 1, Giannico S. 2, Fintini D. 1, Calzolari A. 1

1 Unit of Cardiorespiratory and Sports Medicine, Bambino Gesù Hospital, Rome, Italy
2 Follow-up Service for Operated Cardiopatics, Bambino Gesù Hospital, Rome, Italy

Obiettivo. Obiettivo dello studio era la valutazione di pazienti, operati e non per cardiopatia congenita semplice, in funzione di un eventuale rilascio della certificazione di idoneità per l’attività sportiva agonistica.
Metodi. Sono stati arruolati 150 pazienti (108 di sesso maschile e 42 di sesso femminile, di età media 17±4) sono stati selezionati presso l’Unità Operativa Complessa di Medicina Cardiorespiratoria e dello Sport tra quelli inviati dal servizio di follow-up del Cardiopatico Operato dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. La casistica comprendeva 52 pazienti (pazienti) con difetto interatriale (DIA), 16 pazienti con difetto interventricolare (DIV), 29 pazienti con coartazione dell’aorta (COA), 26 pazienti con patologia aortica (8 pazienti con insufficienza aortica IA, 15 pazienti con valvola aorta bicuspide [VAB] e 3 pazienti (con membrana sottovalvolare aortica SA]), 15 pazienti con stenosi polmonare (SP), 7 pazienti con prolasso della valvola mitrale (PVM), 4 pazienti con insufficienza mitralica (IM) e un paziente con pervietà del dotto di Botallo (PDA). Di questi 150 pazienti, 47 (31%) erano stati sottoposti a intervento chirurgico per correzione del difetto congenito: 20 pazienti con DIA mediante chiusura percutanea (età media al momento dell’intervento 7,4±2,1), 14 pazienti con DIV mediante patch (età media al momento dell’intervento 6±2) e 13 pazienti con coartazione aortica mediante intervento di anastomosi termino terminale (6 pazienti ) e intervento di flap della succlavia (7 pazienti) (età media al momento dell’intervento 11,2 mesi di vita). Tutti hanno effettuato una valutazione completa comprendente: visita cardiologica con elettrocardiogramma di base su 12 derivazioni, misurazione della pressione arteriosa in condizione di riposo (metodo Riva-Rocci ), esame spirografico, prova da sforzo al tappeto rotante (protocollo di Bruce), elettrocardiogramma dinamico continuo delle 24 ore (Holter) ed ecocardiogramma mono-2D Color Doppler.
Risultati. Trentasei dei 150 pazienti (24%) sono stati giudicati non idonei secondo i protocolli cardiologici per l’idoneità sportiva agonistica del COCIS, 15 (42%) erano pazienti operati e 21(58%) non operati. Le cause della non idoneità sono: 6 per aritmia ipercinetica ventricolare complessa evidenziata durante ECG dinamico (3 DIA operati, 2 DIVoperati , 1 VAB); 15 per il riscontro di elevati valori pressori durante prova da sforzo (COA,10 operati e 5 non operati); 1 per sospetta sindrome di Marfan (PVM); 14 per altre motivazioni (9 per VAB con dilatazione del bulbo aortico; 2 per SA a membrana con gradiente significativo; 1 per IA moderata; 2 per SP moderata/severa).
Conclusioni. Il riscontro di 36 pazienti (24%) giudicati non idonei conferma che la legge sulla tutela sanitaria dell’attività sportiva vigente nel nostro Paese è corretta e giustificata. La presenza di una cardiopatia semplice operata e non, non rappresenta una controindicazione assoluta per il rilascio della idoneità sportiva agonistica, ma impone una attenta valutazione di questi pazienti al fine di stabilire l’eventuale beneficio e non danno alla salute derivante dalla pratica di attività sportiva.

lingua: Inglese, Italiano


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