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AREA MEDICA  


Medicina dello Sport 2009 Settembre;62(3):273-84

lingua: Inglese, Italiano

Studio pilota della “Carta del benessere”. Parte II. Discipline sportive e obesità giovanile

Silvestrini B. 1, Arpino M. 1,2, Ferrante M. 1,2, Musicco M. 1,3, Santilli G. 1,2

1 Noopolis Foundation, Rome, Italy
2 Italian Olympic National Committee-CONI, Rome, Italy
3 National Research Council-CNR, Milan, Italy


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. Il presente studio si è proposto due scopi precipui: valutare l’influenza non solo dell’attività sportiva in genere, ma anche delle singole discipline sportive sullo sviluppo corporeo del bambino, con particolare riguardo al problema del soprappeso e dell’obesità; approfondire ulteriormente l’interesse e la fattibilità della “Carta del benessere”, un progetto di Noopolis volto al monitoraggio della condizione antropometrica e sanitaria dell’intera popolazione scolastica.
Metodi. L’indagine ha riguardato 14 regioni italiane e 4 000 scuole, ciascuna delle quali accoglieva in media 70 studenti, d’età compresa soprattutto tra 8 e 12 anni. I direttori scolastici sono stati contattati con una lettera personale, unita a un questionario contenente varie voci, tra le quali il peso corporeo, l’altezza e le discipline sportive praticate. Il questionario è stato semplificato al massimo, in modo da consentire agli studenti di rispondere anche da soli, senza l’aiuto degli insegnanti o dei familiari. Sono stati considerati obesi i bambini che presentavano un Indice di Massa Corporea (BMI) maggiore o uguale ai valori corrispondenti al 95% della loro età.
Risultati. Hanno aderito all’iniziativa 2 776 direttori su 4 000, ma hanno compilato e restituito il questionario solo 1522 bambini di entrambi i sessi e d’età compresa tra 8 e 12 anni. Complessivamente la percentuale di quelli che non praticavano alcuno sport è risultata superiore al 20%. Questo valore era più elevato nel sud rispetto al nord Italia ed era più basso tra i maschi che tra le femmine, senza alcuna associazione evidente con l’età. In entrambi i generi i bambini che praticavano sport avevano un peso medio inferiore rispetto a quelli che non lo praticavano. L’altezza media non ha invece mostrato differenze significative nei bambini che praticavano e non praticavano sport. Nel genere maschile la disciplina sportiva più praticata era il calcio, seguito da nuoto, pallacanestro, ciclismo, sci, atletica leggera, tennis, pallavolo, danza e ginnastica. Nel genere femminile le discipline sportive più praticate sono risultate la danza e il nuoto, seguite dalle stesse riscontrate nel genere maschile. Nelle bambine il gruppo relativamente più numeroso, tuttavia, era quello che non praticava alcuno sport. Tra i bambini che praticavano almeno una disciplina sportiva l’età media più bassa si è osservata con il nuoto e lo sci, quella più alta con l’atletica leggera. Prendendo in considerazione i pesi corporei standardizzati anziché quelli assoluti, i valori più bassi sono stati osservati con il calcio, il ciclismo, la ginnastica e lo sci, quelli più elevati con la pallacanestro, la pallavolo e il tennis. Per quanto riguarda le correlazioni tra statura e le singole discipline sportive, i valori standardizzati più elevati sono stati osservati con l’atletica leggera, la pallacanestro e il tennis, quelli più bassi con il ciclismo e lo sci. Globalmente circa il 12% dei bambini è risultato obeso, con una maggiore incidenza del fenomeno nel genere maschile che in quello femminile, nel sud che nel nord. L’obesità è diminuita con l’età, passando dal 16% a 9 anni al 7% a 11 anni. Tra i bambini che non praticavano alcuno sport la percentuale di obesi era pari al 18.5%, un valore nettamente superiore a quello dei bambini che praticavano una qualunque disciplina sportiva. Nell’ambito di queste ultime, la maggiore percentuale di bambini obesi è stata riscontrata con il nuoto e la pallacanestro, quella più bassa con lo sci.
Conclusioni. Oltre a confermare che lo sport riduce il rischio di soprappeso e obesità nel bambino, questo studio ha fornito diverse informazioni, alcune delle quali nuove, sulle discipline sportive più comunemente praticate dal bambino e sulla loro correlazione col genere, con l’età, col peso corporeo e con l’altezza. L’indagine è stata semplificata escludendo il ricorso a strumenti di misurazione validati e puntando sulle risposte fornite autonomamente dal bambino. Ciononostante i risultati sono stati sostanzialmente in linea, per la parte confrontabile con la letteratura, con quelli forniti da indagini più approfondite e rigorose. La percentuale dei direttori scolastici che hanno aderito all’iniziativa è stata elevata, mentre quella dei bambini si è fermata attorno all’1,5 %. Se ne desume che, per raggiungere l’estensione implicita nelle finalità del progetto “Carta del benessere”, l’indagine dovrebbe essere istituzionalizzata, legando la compilazione del questionario all’iscrizione annuale alle varie classi scolastiche.

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