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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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Medicina dello Sport 2009 June;62(2):201-7

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Trattamento percutaneo ecoguidato degli ematomi muscolari nello sportivo

Francavilla G. 1, Sorrentino F. 2, Iovane A. 2, Sanfilippo A. 3, Francavilla V. C. 1, D’Arienzo M. 3

1 Department of Sports Medicine, University of Palermo, Palermo, Italy
2 Dibimel, Radiological Science Section, University of Palermo, Palermo, Italy
3 Orthopedic and Traumatology Clinic, University of Palermo, Palermo, Italy


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Le lesioni muscolari, evenienza particolarmente frequente in ambito sportivo, sono spesso responsabili della formazione di ematomi. Infatti, sia nelle lesioni da trauma diretto, come si verificano nel football americano, sia nelle lesioni da trauma indiretto, come avviene negli sport di potenza, le lesioni distrattive che interessano sia i muscoli flessori che i muscoli adduttori degli arti inferiori, esitano formando ematomi intramuscolari ed extramuscolari. Porre una diagnosi in tempi brevi ci consente di valutare il grado di lesione e capire il tipo di terapia chirurgica da approcciare. Gli autori presentano l’ecografia ad alta risoluzione (high resolution ultrasonography, HRSU) come una nuova metodica diagnostica di tale lesione: essa consente la verifica della diagnosi clinica, definisce l’estensione dell’area lesionata, il follow-up;inoltre, l’HRSU può svolgere un importante ruolo nella terapia favorendo in real time l’aspirazione della raccolta ematica nella sede di lesione. Le tre fasi che si susseguono dopo il trauma e cioè la distruzione, la riparazione e il rimodellamento, rappresentano tre momenti particolari che corrispondono alla formazione dell’ematoma, alla fagocitosi e alla rigenerazione delle fibre con un momento finale che comprende la riorganizzazione e il riassorbimento delle cicatrici. Gli autori propongono la loro casistica di sportivi sottoposti a HRSU del versamento ematico interposto nella lesione, e la successiva aspirazione, che, alla luce dei risultati ottenuti si ritiene sia quella più idonea alla riduzione dei tempi di recupero della “funzione” e al ritorno alla attività sportiva agonistica.

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