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Medicina dello Sport 2009 June;62(2):177-91

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Incidenza d’infortuni nella scherma: analisi delle risposte a un questionario somministrato ad atleti di alto livello

Bonifazi M. 1, Rossi S. 2, Vannoni B. 3

1 Department of Physiology, University of Siena, Siena, Italy 2 Department of Physiopathology, Experimental Medicine and Public Health, University of Siena, Siena, Italy 3 CUS, Siena, Italy


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Obiettivo. Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare l’incidenza d’infortuni negli schermitori d’alto livello tecnico di età superiore ai 18 anni.
Metodi. Ciascuno dei 432 atleti italiani maggiorenni che hanno preso parte alla 2° prova di qualificazione nazionale di scherma (Foggia, 18-20 aprile 2008) è stato invitato a compilare un questionario anonimo. Esso riguardava sesso, età, altezza, massa corporea, arma praticata, braccio armato, volume settimanale d’allenamento (ore, sedute, assalti), tipologia e durata del riscaldamento, livello agonistico, numero, localizzazione e tipo degli infortuni negli ultimi tre anni, e
loro occorrenza in allenamento o competizione. Duecentodiciotto atleti (50,5%) hanno restituito il questionario; sei questionari sono stati scartati perché incompleti o erroneamente redatti.
Risultati. I 212 atleti studiati (122 di sesso maschile e 90 di sesso femminile) erano rappresentati da 138 spadisti, 53 fiorettisti e 20 sciabolatori. I mancini erano 52 (25%, 40 di sesso maschile e 12 di sesso femminile): la proporzione di mancini era maggiore nei maschi (32,8%) rispetto alle atlete (13,3%) (P=0,002). Gli atleti di livello internazionale (N.=78) si allenavano di più rispetto a quelli di livello nazionale (N.=129) per numero di sedute (4,7±1,4 vs. 3,5±1,5; P<0,001) e ore settimanali (12h24’±6h13’ vs. 7h49’±4h39’; P<0,001). Il numero totale d’infortuni è stato di 202, con un rischio medio annuale d’infortunio pari al 31,8%. Gli infortuni più frequenti erano rappresentati da distrazioni muscolari della coscia (28,2%), distorsioni di caviglia (14,9%), tendiniti rotulee (7,4%) e achillee (5%). L’occorrenza d’infortuni era associata al livello agonistico (P=0,010), con incidenza maggiore negli atleti di livello internazionale, e al braccio armato: il rischio medio annuale d’infortunio era pari al 40,4% nei mancini e al 29% nei destri (P=0,026).
Conclusioni. La maggior incidenza d’infortuni osservata nei mancini potrebbe essere legata al fatto che essi devono combattere con un atleta di mano opposta. Resta da stabilire quali aspetti (tecnici, tattici, posturali o altri) potrebbero essere legati a un maggiore impegno delle strutture muscolari e osteoarticolari dei mancini con conseguente aumento degli infortuni.

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