Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 2008 Giugno;61(2) > Medicina dello Sport 2008 Giugno;61(2):207-22

ULTIMO FASCICOLOMEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163

 

AREA ORTOPEDICA  


Medicina dello Sport 2008 Giugno;61(2):207-22

lingua: Inglese, Italiano

Epicondilite laterale del gomito (gomito del tennista): confronto tra LASER terapia ad alta intensità e TENS in uno studio clinico

Zati A. 1, Colori B. C. 1, Fortuna D. 2, Gelsomini L. 1, Bilotta T. W. 1

1 Servizio Recupero e Rieducazione Funzionale Istituto Ortopedico Rizzoli Bologna, Italy
2 Laboratorio Fotobiologia Applicazioni Mediche ELEN –CNR Firenze, Italy


FULL TEXT  ESTRATTI


Obiettivo. L’obiettivo di questo lavoro è quello di analizzare un gruppo omogeneo di individui adulti affetti da epicondilite laterale del gomito (o gomito del tennista) e di confrontare i risultati di due fisioterapie locali: la classica stimolazione elettrica nervosa per via transcutanea (transcutaneous electrical nerve stimulation, TENS) e la terapia con laser Nd:YAG pulsato ad alta intensità (high intensità laser therapy, HILT); quest’ultima è impiegata in fisioterapia da pochi anni.
Metodi. Sono stati selezionati 42 pazienti con epicondilite laterale del gomito di durata non inferiore ad 1 mese e non superiore a 3 mesi. Ai pazienti sono state richieste informazioni circa gli sport praticati e l’attività lavorativa svolta: è stata eseguita una valutazione ecografica per valutare la presenza o meno di calcificazioni locali; i pazienti sono stati sottoposti a 7 test mirati a quantificare il dolore e le lesioni funzionali; i follow-up sono stati 5, di cui il primo antecedente il trattamento e l’ultimo sei mesi dopo.
Risultati. I risultati hanno evidenziato come l’epicondilite laterale non abbia un’unica eziologia: la patologia era presente in tutte le categorie di pazienti, non solo negli atleti o nei lavoratori che svolgevano attività pesanti o implicanti rotazioni ripetitive dell’avambraccio, ma anche nei pazienti sedentari e in quelli in pensione. Questi dati depongono a favore della natura degenerativa della malattia, alla manifestazione clinica della quale potrebbero contribuire diversi fattori meccanici.
Conclusioni. Circa l’efficacia delle due terapie impiegate, sia la TENS che il LASER hanno ridotto significativamente il dolore nei 14 giorni successivi al trattamento; tuttavia, la HILT pare avere indotto nei successivi follow-up un effetto analgesico maggiore e più duraturo della TENS e, soprattutto, un migliore recupero funzionale. Infine, gli effetti collaterali di queste due fisioterapie sono stati scarsi e di breve durata.

inizio pagina