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MEDICINA DELLO SPORT

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Medicina dello Sport 2007 Dicembre;60(4):575-85

lingua: Inglese, Italiano

Cardiopatie congenite e idoneità sportiva. Esperienza di un Centro di Medicina dello Sport

Bellagamba L., Manzi M. T.

Servizio di Medicina dello Sport, AUSL, Rieti, Italy


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Il miglioramento delle tecniche diagnostiche e terapeutiche consente oggi una più facile identificazione della cardiopatie congenite, un aumento della aspettativa di vita ed un evidente miglioramento della qualità dell’esistenza dei soggetti affetti da tale patologia. Il Medico dello Sport nella sua attività di certificazione della idoneità alla pratica sportiva può trovarsi di fronte a due distinte evenienze: la valutazione di un soggetto affetto da cardiopatia congenita già diagnosticata e magari trattata chirurgicamente e la possibilità di diagnosticare per la prima volta una cardiopatia congenita in uno sportivo. In questo lavoro riportiamo la esperienza del Servizio di Medicina dello Sport della ASL Rieti degli ultimi sette anni (2000 - 2006), esaminando i casi di cardiopatie congenite giunte alla nostra osservazione.
In quest’arco di tempo abbiamo controllato 41 soggetti affetti da cardiopatia congenita 8 dei quali affetti da una patologia già diagnosticata e in qualche caso già trattata e 33 affetti da cardiopatie diagnosticate in occasione della visita di idoneità. Le cardiopatie più complesse (tetralogia di Fallot, Canale atrioventricolare comune, stenosi istmica dell’aorta) rientravano nel primo gruppo essendosi manifestate clinicamente in epoca perinatale o nella prima infanzia. Del secondo gruppo fanno parte cardiopatie più semplici e soprattutto asintomatiche (preeccitazione ventricolare, difetto interatriale, aorta bicuspide, stenosi subaortica membranosa, displasia polmonare anomalia di Ebstein), ma anche potenzialmente pericolose, che hanno richiesto in qualche caso correzione chirurgica o terapia ablativa.
Il Medico dello Sport non può limitarsi semplicemente a concedere o a negare una idoneità, tenendo conto infatti che i soggetti cardiopatici beneficiano comunque dell’attività fisica, sia dal punto vista strettamente fisico che da quello sociale e psicologico, il suo compito è quello di individuare per ciascun soggetto il tipo di sport più adatto e di monitorizzare in stretta collaborazione con il cardiologo ed il cardiochirurgo la cardiopatia nel tempo, prevenendo eventuali complicanze.

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