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Rivista di Medicina dello Sport

Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0025-7826

Online ISSN 1827-1863

 

Medicina dello Sport 2007 Marzo;60(1):101-8

 FORUM

Ematologia e sport: cenni storici, conoscenze attuali e prospettive future

Borrione P. 1, 3, Grasso L. 3, Spaccamiglio A. 3, Mastrone A. 3, Salvo R. A 3., Pigozzi F. 2

1 Unità di Medicina Interna, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università degli studi di Torino, Torino
2 Istituto Universitario di Scienze Motorie, Roma
3 Centro Regionale Antidoping, Orbassano Torino

Le origini della trasfusione sono assai remote e leggendarie. Nell’antichità il sangue veniva assunto oralmente per fini terapeutici e utilizzato in diversi riti magici. L’idea della trasfusione nacque quando ci si accorse che assumere sangue non portava alcun giovamento. Diversi studi furono condotti dal 1600 in poi al fine di scoprire le caratteristiche del sangue e le metodiche per un’efficace trasfusione. Da questi studi emersero importanti scoperte come l’esistenza dell’emoglobina, dell’eritropoietina e lo sviluppo di una linea cellulare in grado di produrre eritropoietina ricombinante umana (rHuEpo) in vitro.
L’eritropoietina è una glicoproteina sintetizzata nell’adulto dal rene e in piccola parte anche dal fegato e i suoi livelli nel sangue possono aumentare di 100-1000 volte in risposta all’ipossia. Questa è in grado di attivare un fattore di trascrizione eterodimerico, Hypoxia-Inducible Factor (HIF-1) che si è traslocato nel nucleo attivando l’espressione dell’eritropoietina che stimola la rapida espansione dei progenitori eritroidi. L’Epo si lega al suo recettore (EPO-R) localizzato sulla superficie dei progenitori eritroidi determinandone l’internalizzazione.
L’rHuEpo è prodotta per utilizzo clinico, ma ha trovato impiego illecito anche in quelle discipline sportive di resistenza, dove la richiesta di ossigeno è elevata. Il suo uso illecito è difficilmente evidenziabile a causa della sua breve emivita plasmatica. Recenti progressi nell’ambito della genetica hanno aperto nuove prospettive molto interessanti per il trattamento di alcune patologie mediante la terapia genica, ma il timore è che tali scoperte vengano sfruttate in ambito sportivo per incrementare la performance atletica. Infatti, il doping genetico è stato già inserito nella lista WADA dei metodi proibiti sebbene non siano tuttora disponibili test per valutare il suo uso surrettizio.

lingua: Italiano


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