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Medicina dello Sport 2007 March;60(1):5-14

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La concussione cerebrale nello sport

Bianco M. 1, 2, Palmieri V. 1, Faina M. 2, 3, Zeppilli M. P. 1

1 Centro Studi di Medicina dello Sport, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma 2 Federazione Pugilistica Italiana, Sezione Medica 3 Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI, Roma


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La concussione cerebrale correlata allo sport, è un’evenienza non eccezionale, che può avere conseguenze anche molto severe se misconosciuta e non trattata in modo adeguato. I segni e i sintomi tipici dello stato concussivo talora sono presenti in modo molto sfumato e vanno quindi prontamente riconosciuti già a bordo campo dal medico dello sport, ma anche da chi vive in prima linea nel mondo sportivo, specie negli sport da contatto (tecnici, arbitri, dirigenti). Si può affermare che ogni cambiamento del comportamento dell’atleta a seguito di un trauma concussivo può indicare un’alterazione neurologica da tenere nel giusto conto. Strumenti molto utili nella valutazione di un atleta che ha subito una concussione cerebrale, anche al fine di programmare un suo ritorno all’agonismo, sono le indagini neuropsicologiche, posturali e, quando indicato, neuroradiologiche, sebbene sarà sempre il giudizio clinico a guidare eventuali decisioni, specie nei casi più complessi. Il ritorno all’agonismo dovrà seguire una ripresa graduale e monitorizzata dell’esercizio fisico, possibile, tuttavia, solo quando l’atleta sarà asintomatico.
Per ridurre la frequenza degli episodi concussivi e delle loro complicanze, oltre ad intervenire sui regolamenti delle discipline sportive a maggior rischio, è fondamentale educare e formare il personale che lavora in ambito sportivo.

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