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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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Medicina dello Sport 2006 September;59(3):325-33

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Valutazione dell’impegno cardiorespiratorio nel calcio per disabili mentali

Merati G. 1, 2, 3, Cè E. 1, Maggioni M. A. 2, Esposito F. 1, 3, La Torre A. 1, Michielon G. 1, Veicsteinas A. 1, 2, 3

1 Istituto di Esercizio Fisico, Salute e Attività Sportive (IEFSAS), Università degli Studi di Milano
2 Centro di Medicina dello Sport, Fondazione Don C. Gnocchi, ONLUS, Milano
3 Istituto Interuniversitario di Miologia (IIM)


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Scopo. Questo studio ha valutato l’adeguamento metabolico e cardiorespiratorio di un gruppo di calciatori con disabilità mentale durante allenamento e partita, con l’obiettivo di fornire indicazioni sia sull’organizzazione dell’allenamento indirizzato a questa specifica tipologia di atleti, sia ai medici dello sport per una gestione più obiettiva del giudizio di idoneità alla pratica agonistica.
Metodi. Nove disabili mentali di grado lieve (gruppo DIS) e 7 soggetti normodotati (gruppo NOR) paragonabili per età, BMI e anni di pratica sportiva hanno partecipato allo studio. Sono stati monitorati la frequenza cardiaca (FC), il consumo di ossigeno (VO2) e la ventilazione polmonare (VE) sia in campo, durante 1) allenamento; 2) esercizi specifici di allenamento (coordinazione, esercizi con la palla, sprint); e 3) partita; che in laboratorio durante 4) test incrementale sottomassimale al cicloergometro. E’ stata inoltre stimata la composizione corporea (% di massa grassa) e rilevati gli indici spirometrici.
Risultati. Durante gli esercizi specifici di allenamento il gruppo DIS ha mostrato valori inferiori di FC, VE e VO2 rispetto al gruppo NOR. Durante l’allenamento e la partita ufficiale la FC non è apparsa influenzata significativamente dal contesto. Al contrario, durante il test incrementale il gruppo DIS ha mostrato valori superiori di VE e VO2 rispetto al gruppo NOR in corrispondenza di ogni carico di lavoro. L’inefficienza ventilatoria (elevato rapporto VE/VO2 a tutti i carichi di lavoro) è risultata uno dei possibili fattori limitanti l’attivazione cardiopolmonare in questo gruppo di disabili.
Conclusioni. L’allenamento per il calcio di giocatori affetti da disabilità mentale dovrebbe essere principalmente orientato verso la pratica di esercizi di intensità medio-bassa (50% VO2max) caratterizzati da un’importante componente ludica. È consigliabile l’utilizzo di un cardiofrequenzimetro durante l’allenamento per monitorare l’impegno cardiovascolare relativo al tipo di attività.

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