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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA VALUTAZIONE FUNZIONALE  


Medicina dello Sport 2006 September;59(3):313-7

lingua: Inglese

Significato fisiologico del rendimento nel rock climbing

Rodio A. 1, Quattrini F. M. 1, Fattorini L. 1, Egidi F. 1, Marchetti M. 1

1 Dipartimento di Scienze Motorie e della Salute, Facoltà di Scienze Motorie Università degli studi di Cassino, Cassino (Frosinone), Italia
2 Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia, Scuola di specializzazione in Medicina dello Sport Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Roma, Italia


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Obiettivo. Il rock climbing è un’attività sportiva praticata su pareti di roccia naturali o artificiali. Il rapporto tra costo energetico e lavoro meccanico definisce il rendimento. Il presente studio mette a confronto il rendimento di due gruppi di rock climbers, esperti (E) e novizi (N), nell’intento di porre questo parametro in relazione con l’abilità tecnica degli atleti.
Metodi. Sono stati studiati 10 soggetti maschi, distinti in due gruppi, 6 esperti (età media 44.7±4.9 anni) e 4 novizi (età media 22,7±1,3 anni). In laboratorio è stato valutato il profilo fisiologico dei soggetti studiati; sono stati misurati il massimo consumo di ossigeno (V.O2max), la produzione di anidride carbonica (V.CO2max), la ventilazione espiratoria (V.Emax) e la frequenza cardiaca (HR). È stata inoltre misurata la massima forza applicata nella stretta del pugno per mezzo di un dinamometro a strain-gauge. Nel corso di una arrampicata praticata su una parete naturale alta 25 metri, per mezzo di un metabolimetro portatile, sono state misurate V.O2, V.CO2, HR e VE ogni 15 secondi. La concentrazione ematica di lattato è stata misurata con un lattacidimetro portatile durante il recupero.
Risultati. Le misure eseguite in laboratorio non hanno mostrato significative differenze tra i due gruppi riguardo la capacità aerobica e la forza muscolare. In parete, tuttavia, gli E hanno dimostrato una migliore performance rispetto agli N, completando l’esercizio in minor tempo (219±25 vs 375±170 s), con minor spesa energetica (1851±690 vs 3859±1363 J kg-1) e minore debito lattacido (26±22 vs 211±80 J kg-1). Il rendimento degli E è risultato circa doppio rispetto agli N (17.2±4.64 vs 6.9±2.18 J.100/J).
Conclusioni. I risultati hanno portato ad individuare nel rendimento il miglior parametro da adottare per valutare l’abilità tecnica dei rock climbers.

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