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AREA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA  


Medicina dello Sport 2005 December;58(4):303-11

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Ricostruzione del legamento crociato anteriore mediante tendini del muscolo popliteo duplicati e inseriti distalmente: valutazione prospettica clinica e strutturale

Buda R., Verni E., Ferruzzi A., Di Caprio F., Giannini S.

Orthopaedic Clinic, Rizzoli Orthopaedic Institute, University of Bologna, Bologna


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Introduzione. Negli interventi di ricostruzione del legamento crociato anteriore l’utilizzo dei tendini semitendinoso e gracile pone il problema della fissazione tibiale. Riteniamo che mantenere l’inserzione tibiale dei tendini della zampa d’oca rappresenti una soluzione valida a questo problema.
Scopo. È stato condotto uno studio clinico prospettico, non randomizzato allo scopo di valutare la validità della tecnica di duplicazione dei tendini del semitendinoso e gracile nella ricostruzione del legamento crociato anteriore, mantenendone l’inserzione tibiale.
Materiale e metodi. 60 pazienti affetti da lesione cronica monolaterale del legamento crociato anteriore sono stati sottoposti consecutivamente a ricostruzione artroscopica con tendine del semitendinoso e gracile duplicati (4 fasci). I tendini sono stati lasciati inseriti sulla tibia e fissati prossimalmente al femore in posizione over the top. Il capo libero del neolegamento, riportato distalmente sulla tibia in modo da ottenere un innesto a 4 fasci, viene fissato al di fuori del tunnel tibiale mediante tenodesi sull’inserzione della zampa d’oca. È stata eseguita una valutazione soggettiva dei risultati mediante la Tegner Activity Scale. Per la valutazione clinica è stata seguita la scheda IKDC. Inoltre è stata effettuata una valutazione strumentale mediante artrometria. I dati soggettivi, clinici, artrometrici e radiografici sono stati valutati a 6 mesi e a 7 anni dall’intervento di ricostruzione legamentosa.
Risultati. Due pazienti hanno riportato la rottura completa traumatica dell’innesto durante attività sportiva, mentre in due casi si è verificato un fallimento in assenza di trauma. La valutazione IKDC ha evidenziato un incremento significativo dei risultati al follow-up finale rispetto al controllo a 6 mesi, senza tuttavia differenze significative nel tempo tra i vari sottogruppi. I casi valutati stabili mediante KT-2000 a 6 mesi, sono rimasti stabili a 7 anni, mentre i pazienti in cui a 6 mesi si evidenziava uno spostamento da 3 a 5 mm mostravano una tendenza ad una progressiva maggiore traslazione nel tempo. La ripresa dell’attività sportiva è strettamente correlata alla Tegner Activity Scale. Un secondo intervento (4 casi) non ha compromesso il risultato finale.
Conclusioni. La ricostruzione del legamento crociato anteriore mediante tendini semitendinoso e gracile duplicati a 4 fasci rappresenta una tecnica valida. La scelta di mantenere l’inserzione distale tibiale e la fissazione femorale in posizione over the top non ha influenzato il risultato finale. In particolare nessun paziente ha riportato complicazioni legate alla fissazione tibiale dell’innesto.

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