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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA CLINICA  


Medicina dello Sport 2005 December;58(4):289-301

lingua: Italiano

L’alimentazione nell'atleta disabile motorio

Bernardi E. 1, Bernardi M. 1, 2, Berni Canani R. 3, Branca F. 4, 5, Garbagnati F. 3, 5, Scognamiglio U. 3, 5, Traballesi M. 6, Bertini I. 7, Giampietro M. 5, Cairella G. 3, 5

1 Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia, Università “La Sapienza” di Roma, Roma;
2 Comitato Italiano Paralimpico, Roma;
3 CeSAR Centro Studi Alimentazione e Riabilitazione - IRCCS - “Fondazione S.Lucia”, Roma ;
4 Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN),Roma;
5 SINU - Società Italiana di Nutrizione Umana;
6 IRCCS - “Fondazione S.Lucia”, Roma;
7 Scuola di specializzazione in Medicina dello Sport, Università Cattolica Sacro Cuore , Roma


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Una corretta alimentazione è importante per lo sportivo disabile, in quanto costituisce un supporto fondamentale ad una effettiva risposta al processo rieducativo e riabilitativo. Una sana alimentazione per lo sportivo non differisce in modo sostanziale da quella raccomandata alla popolazione generale. L’alimentazione dello sportivo, anche affetto da disabilità motoria, deve essere proporzionata all’attività fisica svolta e alle caratteristiche della composizione corporea. Conoscere la composizione corporea dell’atleta è fondamentale, soprattutto negli atleti affetti da disabilità motoria, in cui si riscontra una frequente asimmetria nella distribuzione di tessuto adiposo e massa muscolare tra distretti corporei sopra e sottolesionali. Tra le metodiche disponibili, la DEXA ha trovato ampia applicazione, anche in atleti affetti da disabilità motoria. La plicometria e le misure antropometriche, nonché l’analisi bioimpedenziometrica restano metodiche di più facile esecuzione, di minor costo, ripetibili in momenti diversi della stagione agonistica, pur tuttavia gravate da alcune limitazioni. Nei disabili mielolesi è stata osservata una riduzione della spesa energetica a riposo fino al 30% rispetto a gruppi di controllo normodotati. Allo stato attuale non sono state messe a punto equazioni predittive o fattori di conversione che consentano la stima del Metabolismo Basale (MB) che, viceversa, va misurato utilizzando la calorimetria indiretta. Nell’atleta disabile la quota del dispendio energetico connessa all’attività fisica può, in alcuni casi, superare la quota del MB e quindi giustificare un netto incremento del fabbisogno energetico. Il consiglio nutrizionale nell’atleta disabile deve essere guidato dalla conoscenza delle complicanze legate alla patologia di base. I soggetti affetti da disabilità motoria sono a rischio di malnutrizione sia per eccesso che per difetto. Sono inoltre necessarie speciali raccomandazioni nutrizionali per gli individui con disabilità motoria, in quanto soggetti ad un rischio maggiore di sviluppare complicanze come: ulcerazioni e piaghe da decubito, calcolosi ed infezioni delle vie urinarie, osteoporosi ed alterazioni della motilità intestinale.

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