Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 2005 Settembre;58(3) > Medicina dello Sport 2005 Settembre;58(3):203-6

ULTIMO FASCICOLOMEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163


eTOC

 

AREA CLINICA  


Medicina dello Sport 2005 Settembre;58(3):203-6

lingua: Italiano

Modificazioni di alcuni parametri immunitari in un gruppo di sportivi amatoriali praticanti maratona ed ultramaratona

Francavilla G., Tripoli S., Amato S., Tolomeo M., Cristian Francavilla V.

Divisione di Dermatologia, Divisione di Ematologia con TMO, Ospedale Civico Benfratelli, Palermo, Università degli Studi di Palermo, Cattedra di Medicina dello Sport, Palermo


PDF  ESTRATTI


La funzione del Sistema immunitario è quella di distinguere il «self» dal «non-self». La risposta immunitaria comprende: una fase specifica ed una fase aspecifica. Le cellule fagocitarie quali i macrofagi, granulociti e natural killers sono una difesa verso le infezioni virali ed alcuni tipi di tumori. Il sistema specifico è costituito da Linfociti T e Linfociti B: i primi divisi in T-Helper e T-Suppressor, i secondi si differenziano in plasmacellule. Le IgA presenti nella mucosa nasale e nei bronchi sono una difesa alla penetrazione dei virus. La risposa immunitaria è regolata da polipeptidi e da fattori umorali. I dati della ricerca dimostrano che l’allenamento moderato può limitare la depressione immunitaria. Si ipotizza inoltre che questo possa mantenere «allenato» il sistema immunitario potenziandone le difese. Sono stati valutati 10 corridori amatoriali di resistenza, 8 maschi e 2 femmine, monitorati per 8 mesi con esami ematochimici ed ergometrici. I risultati sono stati confrontati col gruppo controllo. Sono state osservate modificazioni a carico delle sottopopolazioni linfociatrie T-Helper e T-Cytotoxic suppressor mentre il rapporto CD4/CD8 era analogo nei 2 gruppi. Gli atleti invece mostravano livelli di NK, CD3-CD16+CD56+ superiori al gruppo controllo. Un controllo a 7 giorni non mostrava modificazioni significative a carico dei T-Helper e T-Cytotoxic Suppressor mentre le cellule NK CD3-CD16+CD56+ mostravano una sensibile riduzione rispetto all’inizio. I dati ottenuti evidenziavano negli atleti presenza di NK superiore al gruppo controllo; questo era correlato all’assenza di episodi influenzali negli ultimi 7 anni. Gli effetti acuti dell’esercizio fisico riguardano i rapporti tra sistema nervoso e sistema immunitario giustificando la presenza sulle cellule NK di elevata concentrazione di recettori B2 adrenergici. Esiste una correlazione tra allenamento aerobico regolare ed incremento di NK che è stabile nel tempo anche perché si ritiene che l’esercizio fisico possa sviluppare un incremento stabile di questa sottopopolazione linfocitaria con effetti benefici duraturi sul sistema immunitario.

inizio pagina