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Rivista di Medicina dello Sport


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AREA TRAUMATOLOGICA  


Medicina dello Sport 2005 March;58(1):37-42

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La pubalgia nello sportivo: quadri RM di «osteite pubica»

Iovane A. 1, Nigito A. 2, Francavilla V. C. 2, Pancucci G. 2, Palmeri F. 2, Parisi A. 2, Sorrentino F. 1, Francavilla G. 2

1 Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Legale, Sezione di Scienze Radiologiche, Università degli Studi di Palermo, Palermo; 2 Cattedra di Medicina dello Sport, Università degli Studi di Palermo, Palermo


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La pubalgia è una sindrome dolorosa, a volte a carattere invalidante, che colpisce sia gli sportivi agonisti che quelli amatoriali, rappresenta il 2-5% delle patologie correlate all’attività sportiva agonistica e non sempre le sue cause sono facilmente diagnosticabili. L’osteite pubica rappresenta una delle principali cause di dolore inguinale e colpisce gli sportivi nel 0,5-0,7% dei casi. Dal settembre 2003 all’agosto 2004, 40 atleti, 37 uomini e 3 donne (età compresa tra 18 e 37 anni; età media: 24 anni), con diagnosi clinica di pubalgia sono stati sottoposti a RM del bacino. In tutti i casi la sintomatologia era caratterizzata da dolore mono (33%) o bilaterale (67%) con irradiazione alla regione adduttoria e al muscolo retto dell’addome e andamento ingravescente. La RM ha evidenziata in 21 casi la presenza di osteite pubica primitiva (5 casi in stadio precoce e 16 casi in stadio avanzato). La presenza di alterazioni delle ossa pubiche e delle giunzioni miotendinee è stata evidenziata in 16/16 pazienti classificati in stadio avanzato. L’interessamento muscolare è stato osservato in 19/21 casi. Le alterazioni del profilo corticale sono state osservate in 12/16 casi. Soltanto in un caso si associava una cospicua quota di versamento articolare e una millimetrica calcificazione. La RM, in relazione alle intrinseche caratteristiche di elevata risoluzione di contrasto e di multiplanarietà, risulta la metodica più idonea consentendo lo studio delle alterazioni delle strutture ossee, capsulo-legamentose, tendinee e muscolari e della loro estensione sia nelle forme precoci che in quelle tardive, in funzione sia di una corretta pianificazione terapeutica che di un eventuale monitoraggio del trattamento.

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