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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA MEDICINA PREVENTIVA  


Medicina dello Sport 2004 Marzo;57(1):55-76

lingua: Italiano

La reale conoscenza del doping da parte di 25.000 studenti dai 14 ai 18 anni di Torino e del Piemonte

Ganzit G. P., Astegiano P., Gribaudo C. G., Cravero M., Stefanini L., Stesina G., Valenza S.

Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino, Torino


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Scopo del lavoro è stato quello di conoscere il livello di informazione e la sua correttezza sull’argomento del doping e degli integratori nello sport e valutare la predisposizione dei ragazzi dai 14 ai 19 anni di entrambi i sessi all’abuso di farmaci e all’uso di metodi che potrebbero, in modo sleale e dannoso per la salute, migliorare la prestazione atletica. Per questo è stato somministrato a 25000 studenti piemontesi un questionario, composto da 92 domande. Il questionario è stato concepito e gestito in modo da preservare l’anonimato dei soggetti. I ragazzi lamentano la carenza di informazioni su doping e droga e ritengono che, con la televisione, sia la scuola l’organo più adatto per fornire loro una corretta informazione. Diverse risposte evidenziano una certa confusione fra doping e integratori, ad esempio il 36% dei maschi sportivi ritiene che la creatina sia doping. È evidente in generale un interesse vivo per lo sport anche per possibili risvolti professionali e per la possibilità di dimostrare la propria supremazia (il 33% dei maschi ritiene che la cosa più importante in una competizione sia vincere). Per il 33% dei ragazzi e il 22% delle ragazze questa esigenza di vittoria diviene tanto importante da giustificare l’uso di sostanze che aumentano in modo illegittimo le prestazioni. L’input all’uso di farmaci per migliorare le prestazioni deriva in parte dagli adulti (allenatori e medici) in parte dall’esempio di campioni sportivi (il 40 % dei ragazzi pensano che quasi tutti i professionisti facciano uso di doping). Il 32% dei maschi sportivi dichiara di conoscere personalmente un atleta che pratica il doping a conferma della diffusione del fenomeno. Non possiamo pensare di cambiare il comportamento della comunità sportiva né eliminare il desiderio di vittoria e supremazia anche a costo di comportamenti illeciti, ma dobbiamo fornire una migliore informazione sugli effetti negativi sulla salute dei farmaci e dei metodi doping. È necessario, inoltre, punire esemplarmente i colpevoli (atleti, tecnici, medici) per ridurre la tentazione di imitarli.

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