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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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Medicina dello Sport 2004 March;57(1):21-8

lingua: Italiano

Gli effetti di 2 differenti tipologie di training di forza sul rischio di infortunio nel calcio a 5

Sannicandro I.

Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Università degli Studi di Foggia, Foggia


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Obiettivo. II lavoro si prefigge di individuare gli effetti di differenti metodologie di allenamento della forza muscolare sul rischio di infortunio nel calcio a 5. Solitamente, l’efficacia della preparazione atletica è valutata in relazione al miglioramento della performance nelle differenti espressioni motorie sollecitate dalla disciplina specifica o in relazione al mantenimento della medesima performance per tutto l’arco della stagione sportiva. La valutazione del training presentato, attraverso la quantificazione di costi, in termini di infortuni, e benefici, in termini di evoluzione delle capacità motorie, può aiutare lo staff tecnico a ottimizzare la prestazione evitando interruzioni penalizzanti.
Metodi. Sono stati monitorati gli infortuni di 2 gruppi di calciatori sottoposti a training di forza differenti: mediante sovraccarichi (GS) e mediante multibalzi (GMB). La valutazione dell’elevazione del centro di gravità mediante contrazione concentrica e mediante il ciclo stiramento-accorciamento è stata realizzata mediante pedana a conduttanza Ergojump di Bosco secondo il protocollo squat jump (SJ) e counter movement jump (CMJ). La valutazione dell’accelerazione è stata realizzata mediante uno sprint con partenza da fermo di 20 m, mentre quella della velocità massimale aerobica (VMA) mediante test di Léger versione maximal miiltistage 20 m shuttle. Per valutare il rischio di infortunio si è calcolato l’indice per 1000 h di attività sportiva, senza considerare i giorni di inabilità derivante da contusione ossea, muscolare e articolare.
Risultati. II GS ha evidenziato un rischio di infortunio pari a 29,3 h di inabilità ogni 1000 h di attività, contro le 102,4 h di inabilità registrate nel GMB. Tale differenza è stata significativa (p<0,001). Il GS ha evidenziato modeste differenze relativamente all’elevazione del centro di gravità e significative variazioni rispetto alla VMA (p<0,05).
Conclusioni. Lo studio ha evidenziato come le esercitazioni di forza realizzate mediante multibalzi presentino un rischio di infortunio significativamente superiore a quelle condotte con l’utilizzo di sovraccarichi. Altresì, pare plausibile ipotizzare che tale elevata incidenza traumatica coinvolga l’evoluzione di alcune capacità motorie, con particolare riferimento alla capacità di accelerare e alla VMA. Controllare l’efficacia della preparazione atletica in termini di rischi oltre che di benefici ha evidenziato il problema del concurrent training nei giochi sportivi: ossia, l’influenza e il transfer degli adattamenti derivanti da sedute di allenamento destinate a capacità motorie in competizione metabolica reciproca. La proposizione delle esercitazioni di balzi piuttosto che sostituire quella con sovraccarichi, ne rappresenta la naturale successione.

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