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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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Medicina dello Sport 2003 September;56(3):193-9

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il trattamento della lombalgia del velista di classi olimpiche. Il ruolo della terapia manuale

Fusco A. 1, Ferraris L. 2, Favro M. 2

1 Formazione Avanzata in Terapia Manuale, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Genova, Genova; 2 Commissione Medica, Federazione Italiana Vela (FIV)


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Obiettivo. La pratica agonistica della vela sottopone i praticanti a sollecitazioni intense e ripetute a carico dell’intero rachide e in particolare del tratto lombare, tanto da determinare una importante prevalenza della patologia lombalgica (low back pain, LBP), (oltre 30%). Nel corso di un biennio di preparazione olimpica lo staff medico ha condotto un programma profilattico e terapeutico con i componenti la squadra nazionale delle classi olimpiche volto a ridurre il numero di episodi di LBP, o perlomeno l’intensità degli stessi.
Metodi. Tale programma ha tenuto conto di alcune considerazioni evinte dalla letteratura: il LBP risulta infatti insorgere o essere esacerbato dall’esecuzione protratta di gesti tecnici, da un’allenamento insufficiente, dall’allenamento in genere, da altri fattori (patologie preesistenti, flessibilità limitata, climi freddi, trasferte lunghe, fusi orari, allestimento e trasporto dell’attrezzatura). Nello specifico di questo lavoro si è inoltre tentato di verificare l’influenza della predominanza di un tipo di sollecitazione del rachide, in relazione con il compito specifico di ciascun velista, a seconda della classe di appartenenza o del ruolo (es. prodiere, timoniere, tavola a vela).
Risultati. Nel nostro studio i risultati mostrano da un lato una prevalenza inferiore alla letteratura, con conseguente minore interferenza della patologia con l’attività agonistica nel campione considerato (nessuna interruzione dell’attività agonistica per 34 soggetti=87%). Sembra inoltre opportuno suggerire di tener conto dell’evoluzione nel tempo dei disturbi, al di là della distinzione nosologica fra lombalgie acute e croniche, allo scopo di individuare precocemente la minaccia di cronicizzazione del problema.
Conclusioni. Per quanto riguarda l’individuazione di relazioni fra la patologia e aspetti tecnici, quali l’appartenenza ad una classe velica o il ricoprire un diverso ruolo, il campione è numericamente insufficiente, se considerato suddiviso per classi e per ruoli, per poter fornire indicazioni attendibili.

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