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Medicina dello Sport 2002 Dicembre;55(4):287-97

lingua: Italiano

La spalla dolorosa cronica nello sportivo lanciatore

Carretta A.

Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, Servizio Speciale in Medicina dello Sport, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Napoli


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La patologia dolorosa della spalla, soprattutto negli atleti dediti agli sport di lancio, ha suscitato, negli ultimi decenni, un interesse progressivamente crescente che ha determinato un radicale cambiamento nei criteri clinico-diagnostici, terapeutici e riabilitativi di suddetta patologia. Col termine generico di “spalla del lanciatore”, si sottintende una sindrome dolorosa cronica della spalla che affligge determinate categorie di sportivi e che ripete il corteo sintomatologico tipico della periartrite scapolo-omerale. Si tratta di una patologia da sovraccarico funzionale, che riconosce quale fattore patogenetico il microtrauma iterativo sulle inserzioni muscolari, in particolare su quelle della cuffia dei rotatori (sopraspinoso in primis) e che spesso interessa anche il capo lungo del bicipite brachiale. Gli atleti che praticano sport definiti “overhead” (tennis, pallavolo, pallacanestro, pallamano, nuoto, pallanuoto, ginnastica, baseball, lanci) sottopongono la spalla a un notevole stress ogni qual volta l’arto superiore viene a trovarsi nelle fasi estreme di movimento, ossia quando l’arto supera i 90° d’elevazione nel piano scapolare. Questo è il principale motivo che rende questa categoria di sportivi particolarmente vulnerabili a una varietà d’infortuni quali borsiti, tendiniti, “conflitto scapolo-omerale”, instabilità di spalla e, in rari casi, addirittura danni neurologici periferici, come la trazione acuta del plesso brachiale, la lesione del nervo toracico lungo e l’intrappolamento del soprascapolare. D’altra parte, nelle discipline sportive “da contatto” (calcio, rugby, hockey, karatè), sono più comuni altri tipi di lesioni, come la lussazione scapolo-omerale e acromion-clavicolare e la frattura di clavicola. L’ausilio dell’artroscopia ha reso possibile l’introduzione di nuovi criteri diagnostici e terapeutici sulle più frequenti affezioni causanti la spalla del lanciatore, vale a dire l’instabilità scapolo-omerale e la patologia della cuffia dei rotatori. In particolare, l’evidenza di specifiche lesioni a carico del sistema di stabilizzazione e di quello tendineo ha permesso di operare una netta distinzione tra le sindromi dolorose di soggetti cosiddetti “normali”, dediti solo occasionalmente a un’attività sportiva, e quelle che affliggono l’atleta lanciatore, costretto a usare per anni la spalla in modo specifico e ripetitivo. L’approfondimento artroscopico ha avuto l’effettivo merito di evidenziare una realtà clinica e anatomo-patologica finora misconosciuta e sottovalutata, il conflitto glenoideo postero-superiore, oggi unanimemente riconosciuto come la principale causa della spalla dolorosa cronica nello sportivo lanciatore. La conoscenza di questa “nuova” patologia e un suo preciso inquadramento diagnostico sono i cardini di un adeguato trattamento, fondamentalmente di tipo riabilitativo, che mira a restituire l’atleta all’attività agonistica nel più breve tempo possibile.

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