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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA MEDICINA PREVENTIVA  


Medicina dello Sport 2002 Settembre;55(3):195-206

lingua: Italiano

L’igiene nei locali adibiti a spogliatoio

Liguori G. 1, Boccia G. 1, Limongelli F. 2

1 Dipartimento di Medicina Pubblica, Clinica e Preventiva, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli;
2 Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli


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Gli aspetti igienistici nei locali adibiti a spogliatoio vanno distinti in quelli di carattere strutturale e quelli relativi alle norme comportamentali. I requisiti strutturali sono definiti, in modo chiaro, dalle Norme CONI per l’impiantistica sportiva approvate il 15-7-99 nelle quali si individuano i livelli qualitativi e quantitativi per la realizzazione delle strutture e la ristrutturazione di quelle già esistenti. Gli aspetti comportamentali si basano sulla prevenzione degli incidenti che possono avvenire negli spogliatoi e delle patologie infettive la cui insorgenza è correlata alla loro frequentazione.
Gli incidenti più spesso segnalati sono le distorsioni, i traumi, le contusioni, le ferite che si verificano in seguito a cadute di tipo accidentale, oppure le folgorazioni provocate dall’incauto uso di apparecchiature alimentate a corrente elettrica.
Le malattie infettive più frequenti sono quelle della cute e delle mucose causate da miceti (Tinea pedis, meglio nota come piede d’atleta, pitiriasi e candidosi), da virus (infezione da Herpes simplex, mollusco contagioso e verruca vulgaris) e da batteri (impetigine, follicolite e foruncolosi).
Meno frequenti, ma non meno importanti, sono le patologie che si trasmettono per via aerea, per via fecale-orale e quelle contratte per via microematica. Nelle prime l’esercizio fisico prolungato provoca danno secondario della mucosa dell’apparato respiratorio ed iperventilazione, nonché indebolimento dell’efficienza delle difese locali e modificazioni nella secrezione di IgM ed IgA salivari (in particolare Ig A1).
Le malattie a trasmissione fecale-orale, quali ad esempio quelle sostenute da virus HAV, da entero e rotavirus e le salmonellosi, sono favorite soprattutto da comportamenti igienico sanitari scorretti, dalla scarsa igiene personale ed allorquando le pratiche di sanificazione ambientale non sono effettuate sistematicamente con prodotti efficaci ed in modo adeguato.
Assai rare sono le infezioni trasmesse per via microematica durante una partita oppure dopo di questa all’interno dello spogliatoio per uso promiscuo di oggetti da toilette o per contatto diretto con il sangue di soggetti portatori di agenti biologici ematotrasmessi. Il rischio più elevato è riconosciuto per l’HBV mentre l’evento può definirsi eccezionale nel caso delle infezioni da HCV ed HIV.
Una sistematica e completa informazione circa il rispetto delle norme di legge esistenti, e soprattutto sui corretti comportamenti da adottare nei locali adibiti ad uso spogliatoio, costituiscono le misure di prevenzione più efficaci nella gestione dei pericoli e dei rischi per la salute degli atleti.

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