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Rivista di Medicina dello Sport


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DAI CONGRESSI DELLE SOCIETA' AFFINI  


Medicina dello Sport 2002 Giugno;55(2):137-40

lingua: Italiano

Valutazione dell’autorespiratore ad ossigeno degli incursori della marina militare in funzione del nuoto subacqueo

Ricciardi L. 1, Cuciz M. 1, Gagliardi R. 1, FAralli F. 2, Panico S. 2, Bertonati C. 1, Desideri E. 1, Mloni G. 2, Monita S. 1, Martina M. 3, Sardella F. 4

1 Ufficio Studi, Comsubin, Marina Militare, Varignano, Le Grazie (SP);
2 Servizio Sanitario, Comsubin, Marina Militare, Varignano, Le Grazie (SP);
3 Istituto Allestimento Navale, Mariperman, Marina Militare, La Spezia;
4 Dipartimento di Fisiologia e Biomeccanica, Istituto di Scienze dello Sport, CONI, Roma


PDF  ESTRATTI


Sono state valutate l’autonomia e la capacità di fissare CO2 della calce sodata in dotazione agli autorespiratori ad ossigeno, in uso presso gli Incursori della Marina (n=20), in funzione di diverse velocità di nuoto subacqueo. Si è stabilito un valore fittizio di concentrazione soglia di CO2 di 5000 ppm (0,5%) molto basso, e si è misurato il tempo di raggiungimento di tale valore a seconda dell’attività svolta. È noto che concentrazioni inspiratorie fino a 1,5% possono essere tollerate anche per giorni. Una prima fase di studio prevedeva la simulazione della ventilazione tramite una pompa, che immetteva un flusso di CO2 pura (1,5 l min-1) nella capsula di calce sodata; la soglia veniva raggiunta mediamente in 2 ore 15 min. In seguito sono stati studiati alcuni operatori (n=3) durante nuoto in vasca contro corrente a velocità da 1,55 a 2,4 nodi. La soglia veniva raggiunta in 2 ore 52 min alla velocità più bassa, mentre a quella più alta il soggetto terminava la prova in 30 min per esaurimento muscolare, senza averla raggiunta; 2,4 nodi è però una velocità raramente raggiunta. Avendo protratto la prova, dopo 3 ore 15 min di nuoto il valore di concentrazione di CO2 era 0,8%. Una terza fase di prove in mare aperto (n=14) metteva in luce come dopo 4 ore 30 min di nuoto in immersione la concentrazione fosse ancora tollerabile, intorno a 1,5%. Inoltre al termine di due percorsi subacquei, rispettivamente di 3000 e 5000 m, la capacità della calce sodata era ancora tale da dimezzare in 5 min la concentrazione di fine prova: nel primo caso ad un valore di 0,03%, nel secondo di 0,1%. Nessun sintomo ipercapnico è stato segnalato. Vengono poi proposte alcune osservazioni sul CO. Si conclude giudicando possibile la programmazione di un’immersione ad ossigeno a velocità costante, intercalata da scatti a velocità superiori, una volta conosciuta la «curva» di capacità del singolo operatore.

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