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Rivista di Medicina dello Sport

Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0025-7826

Online ISSN 1827-1863

 

Medicina dello Sport 2002 Giugno;55(2):83-8

 AREA MEDICINA PREVENTIVA

Tabagismo e attività sportiva agonistica in Emilia-Romagna

Bonetti A. 1, Soresi P. 1, Drago E. , Fiorella P. L. 3, Anedda A. 4, Battistini G. 4, Bernardi G. 4, D'Andrea A. 4, Mittiga M. 4, Sgarzi S. 4, Vitali U. 4

1 Cattedra di Medicina dello Sport, Università degli Studi di Parma, Parma;
2 Istituto di Medicina dello Sport CONI-FMSI, Bologna;
3 Check-up Center, Modena;
4 Associazioni Medico Sportive FMSI di Parma e Piacenza, Forlì-Cesena, Ravenna, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara

Obiettivo. Sulla prevalenza del fumo in ambito sportivo i dati della Letteratura sono scarni, contraddittori e non recenti. Con la collaborazione delle strutture periferiche della Federazione Medico Sportiva Italiana abbiamo pertanto riconsiderato il problema attraverso l’esame delle cartelle cliniche di soggetti sottoposti alla visita di idoneità sportiva agonistica nel corso dell’anno solare 2000 in Emilia Romagna.
Metodi. Complessivamente, è stata presa in considerazione una popolazione di 26.436 sportivi, di cui 21.908 maschi e 4.528 femmine. I nostri rilievi sono stati messi a confronto con i più recenti dati epidemiologici, riferiti alla popolazione generale, sia regionali che nazionali.
Risultati. La prevalenza generale di fumatori riscontrata (24,0%) è praticamente simile a quella regionale (24,9%) e si avvicina molto a quella nazionale (26,2%). Marcate viceversa sono le differenze nei due sessi, soprattutto nel sesso maschile (25,9%), dove abbiamo quasi cinque punti percentuali di differenza sul dato regionale (30,7%) e addirittura nove su quello nazionale (34,9%) (fra le femmine 14,9% contro 19,6% e 17,6% rispettivamente).
Discussione. Sarebbe comunque arbitrario attribuire all’attività fisica un effetto «protettivo» nei confronti del fumo, per altro negato dal dato globale, a causa della disomogeneità nelle dimensioni del campione (82,9% maschi; 17,1% femmine). La stessa disomogeneità si rileva anche scomponendo la casistica per le singole discipline praticate. Degno di nota tuttavia il fatto che, se si aggregano fra di loro gli sport di squadra, sembra emergere una maggior prevalenza (25,9%) rispetto alle attività individuali (21,1%).
Conclusioni. Mentre queste osservazioni parziali possono essere di stimolo a successive indagini mirate, rimane indiscutibile il dato della prevalenza globale che dimostra come, nella regione considerata, gli sportivi non rappresentino un’isola felice, rispetto alla popolazione generale, per quanto concerne il problema del tabagismo.

lingua: Italiano


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